05 aprile 2019

Colesterolo alto: cause, pericoli, trattamento e prevenzione

Cos'è il colesterolo, quando diventa pericoloso e come fare per regolarlo e prevenirlo. Ne parliamo con il dott. Michele Bellino.

 

Lo spettro del colesterolo alto coinvolge milioni di persone nel mondo. In Italia, una persona su tre soffre di ipercolesterolemia ed il numero sembra destinato ad aumentare. Questo trend può essere spiegato anche dal radicale cambiamento dello stile di vita rispetto al recente passato. Adottare un regime alimentare equilibrato risulta, spesso, inconciliabile con la vita frenetica tipica della nostra epoca, colma di impegni e povera di istanti da riservare alla cura di sé stessi. Discorso valido anche per la scarsa propensione all’attività fisica: il tempo libero a disposizione è poco e non sempre si è disposti a cederlo per fare sport. Ma il colesterolo non è soltanto una questione di alimentazione.

Esso, infatti, è un grasso che l’organismo produce per assolvere ad una serie di funzioni fondamentali per il suo corretto funzionamento, tra cui la produzione della vitamina D e la composizione delle pareti cellulari. Inoltre, il colesterolo funge da supporto per alcune attività del sistema nervoso e rappresenta il precursore degli ormoni steroidei. Il colesterolo, quindi, diventa pericoloso quando ne circola nel sangue un quantitativo maggiore rispetto a quello richiesto dall’organismo per espletare le sue funzioni.

Per saperne di più sulla definizione del colesterolo, sui pericoli e sul trattamento dell’ipercolesterolemia, abbiamo raccolto per la nostra rubrica “Dillo con parole nostre” l’intervento del dott. Michele Bellino, medico specializzando in cardiologia.

 

In foto il dott. Michele Bellino, medico specializzando in cardiologia.

 


Che cos’è il colesterolo?

Il colesterolo è una molecola organica di tipo lipidico coinvolta in numerosi processi fisiologici del corpo umano. Un aumento della sua concentrazione ematica, definita colesterolemia, è strettamente associato all’insorgenza di diverse patologie cardiovascolare come l’infarto miocardico e l’ateromasia dei tronchi sopraortici.


Esistono dei sintomi per il colesterolo? Come accorgersi che è alto?

È usuale accorgersi di avere il colesterolo alto in occasione dell’insorgenza delle patologie determinate da quest’ultimo, quindi in franco ritardo. È proprio questo il motivo per cui è essenziale conoscere il proprio assetto lipidico ed intervenire nel caso si riscontrino anomalie. Per conoscere la propria colesterolemia basta effettuare un prelievo venoso. Tuttavia oltre alla colesterolemia totale è importante conoscere la concentrazione delle seguenti molecole: il colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo), il colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo buono), i trigliceridi.Nuove molecole stanno acquisendo valenza scientifica nella prevenzione delle patologie cardiovascolari: il colesterolo non-HDL (concentrazione “dei colesteroli cattivi”), l’ApoB e la Lipoproteina a.


Quando il colesterolo è da ritenersi alto?

Sarà capitato a molti di riscontrare cut-off di colesterolemia differenti da laboratorio a laboratorio. La verità è che esistono dei cut-off “tailorizzati”. Ogni paziente ha caratteristiche di rischio cardiovascolari differenti e per questo differenti sono i cut-off da rispettare. È essenziale che un medico identifichi la categoria di rischio del paziente e conseguentemente il cut-off di colesterolo totale e frazionato al di sotto del quale è “sicuro” stare.


Quali sono i pericoli del colesterolo alto?

Avere una colesterolemia alta è molto rischioso. Più alto è il colesterolo più rischia di depositarsi sulle pareti vasali e determinare la formazione di voluminose placche ateromasiche. Queste ultime non solo riducono la circolazione sanguigna ma rischiano di andare incontro a differenti fenomeni patologici che sono alla base di gravi patologie: l’infarto miocardico e l’ictus cerebrale.


Cosa fare in caso di colesterolo alto? Qual è la terapia?

In caso di colesterolemia elevata è importante correre ai ripari. In primis è necessario modificare lo stile di vita ottimizzando la propria dieta e dedicandosi ad una costante attività fisica. È poi essenziale identificare la terapia corretta. Esistono molecole molto conosciute, come le statine, ma nell’ultima decade ci sono stati diversi miglioramenti nella terapia dell’ipercolesterolemia e della dislipidemia in generale. Per ultimo, stanno avendo grande successo i farmaci anti-PCSK9, adatti alle condizioni di ipercolesterolemia particolarmente resistente.

 

È vero che esiste un colesterolo “buono”? Qual è la differenza con quello ritenuto cattivo?

Esiste una tipologia di colesterolo correlata alla riduzione degli eventi cardiovascolari, il colesterolo HDL (buono); ed una tipologia correlata all’aumento degli eventi cardiovascolari ossia il colesterolo LDL (cattivo).Tuttavia questo discorso si sta rivelando un po’ semplicistico e la letteratura scientifica ci invita a prendere in considerazione anche altri parametri come il colesterolo non-HDL, l’ApoB e la Lipoproteina a.


Come prevenire il colesterolo?

Credo che sia fondamentale, in primis, una corretta informazione. È essenziale conoscere il problema ed affrontarlo fin da giovani. Ci sono persone che hanno una familiarità per dislipidemia e devono verificare la propria condizione più precocemente di altre. Sappiamo inoltre, grazie a recenti studi scientifici che : “lower is better”, “longer is better” e “earlier is better”. Bisogna conoscere bene il proprio rischio cardiovascolare e tenere sotto controllo con lo stile di vita o, se necessario, con i farmaci il proprio colesterolo quanto prima possibile e per il tempo più lungo possibile.

 

Andrea Avitabile

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