03 aprile 2019

"La mia vita dopo l'ustione alla mano. I medici mi hanno ridato la speranza"

22 dicembre 2013, subito prima dell'arrivo delle tanto attese feste natalizie. È questo il giorno in cui pensai di aver perso ogni speranza di poter vivere una vita normale.

In quel maledetto pomeriggio è iniziato il mio incubo. Mentre preparavo il pranzo per mio figlio e per i miei nipoti, ecco all’improvviso un blackout nel mio cervello a causa della dannata epilessia di cui soffro.

Il blackout è durato tre o quattro minuti. Quando ho ripreso coscienza mi sono resa conto di aver immerso la mano nella pentola bollente… sono corsa subito al pronto soccorso dell'Ospedale Cardarelli, dove ho ricevuto un’ottima accoglienza, con tanto conforto per me e per la mia famiglia. Dopo svariati controlli, mi è stato detto che dovevano ricoverarmi nel reparto "grandi ustioni".

Il personale sanitario mi ha accolto come in famiglia e mi hanno sopportato e supportato nella mia sofferenza a causa delle continue crisi epilettiche. Ho trascorso in quel reparto tutte le feste natalizie con la consapevolezza che tutto avrebbe potuto finire nel peggiore dei modi. 

In sala operatoria i medici cercavano di salvare la mia mano destra aiutandomi in qualsiasi momento, notte e giorno. Infermieri di eccellente preparazione mi confortavano in ogni momento della giornata. I medici di grande competenza mi hanno sostenuto senza nascondermi mai la verità. 

Ma non dimenticherò mai quel fatidico giorno in cui c'erano tutti i medici del reparto con a capo il Primario Roberto D'Alessio. Mi dissero la verità senza nascondermi nulla, avrei dovuto affrontare un’operazione complicata in cui mi avrebbero amputato le dita ormai in cancrena. La mia vita era finita: come avrei potuto continuare a vivere senza dita?

Invece, grazie all'eccellente operazione del dott. Alfredo Romano, che ancora dopo 5 anni mi sostiene e non mi abbandona per qualsiasi dubbio io abbia, posso dire che la mia vita, nonostante l’operazione, non è cambiata molto. Con altri interventi i medici sono riusciti a migliorare la funzionalità della mano. Hanno fatto in modo che non andassi in depressione dicendomi parole confortanti. Una volta uscita dall’ospedale, la mia vita è andata avanti, con un figlio da crescere e ancora tanti sogni da realizzare.

Per tutto questo devo ringraziare quei professionisti che ormai fanno parte della mia vita, ancora dopo anni continuo a raccontare di loro a tutti, e guai a chi ne parla male.

Concludo quindi ringraziando in primis il dott. Alfredo Romano, che per me è come un angelo: persino grandi chirurghi di fama mondiale si sono complimentati per la buona riuscita dell’operazione.

Grazie per la nuova vita che mi avete donato, adesso i piccoli problemi non hanno più significato.

Grazie.  

Stefania Napolitano

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