02 aprile 2019

Abolizione numero chiuso per l'accesso alle facoltà di medicina. Polizzi: “Il problema non si affronta così”

Dopo l'annuncio dello scorso ottobre sulla possibile abolizione del numero chiuso per l’accesso alle facoltà di medicina, seguito da una parziale retromarcia, il M5s tenta ancora di proporre una soluzione al problema della carenza di medici. Per il ministro Grillo il sistema attuale “non è più adeguato ai tempi”. Nel 2018 i candidati sono stati oltre 67mila, ma ce l'ha fatta solo 1 su 6.

Rimane sempre grave il problema della carenza di medici nel nostro Paese e tale carenza non si affronta certamente abolendo il ‘numero chiuso’ per l’iscrizione alla Scuola di Medicina”, dice il dottor Rosario Polizzi, vicesegretario nazionale UGL Medici.

I giovani medici oggi si trovano a operare in un contesto professionale fatto di precarietà, carenza di personale, turni proibitivi, ma non solo. È la prima generazione di nativi digitali che può quindi sfruttare appieno le prospettive delle nuove tecnologie in medicina, interfacciandosi con un nuovo tipo di rapporto medico-paziente, ma costretta anche a confrontarsi con il blocco del turnover e a fare i conti con l’imbuto formativo.

È necessario e urgente rivedere la programmazione del numero di borse per la formazione specialistica che rimane tragicamente ridotto”, sostiene Polizzi.

La situazione dei giovani medici è, dunque, molto diversa da quella vissuta dalla generazione precedente di professionisti della sanità. Con il blocco dei contratti e il conseguente peggioramento delle condizioni di lavoro dei professionisti sanitari bisogna mettere in atto una riprogrammazione che sia efficace e immediata, come afferma ancora il vicesegretario nazionale UGL Medici:

Va inoltre affrontato il problema del dopo specializzazione: al neo-specialista va garantita una borsa per almeno due anni, utilizzando i Fondi della Formazione Professionale in accordo tra Ministero e Regione in modo da evitare il ‘vuoto economico’ post-specializzazione e dare al neo-specialista la possibilità di guardarsi attorno nel delicatissimo mondo della Sanità regionale, nazionale ed europea”.

Condividi su:



Articoli Correlati