29 marzo 2019

Ovaio policistico: cause, sintomi, trattamento e prevenzione

Cos'è la sindrome dell'ovaio policistico, come curarla e cosa fare per prevenirla. Ne parliamo con la dott.ssa Amelia Forte.

 

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) comporta effetti rilevanti sulla salute della donna dal punto di vista estetico, metabolico e riproduttivo. Per saperne di più su questa condizione molto diffusa, soprattutto tra le ragazze appartenenti ad una determinata fascia di età, abbiamo raccolto per la nostra rubrica “Dillo con parole nostre” l’intervento della dott.ssa Amelia Forte, specialista in ginecologia ed ostetricia presso il distretto sanitario 14 ASL Caserta e esperta in diagnosi prenatale presso la struttura “Diagnosi ecografica e prenatale Aniello Di Meglio” di Napoli.

 

In foto, la dott.ssa Amelia Forte, specialista in ginecologia ed ostetricia.

 

Dottoressa, che cos’è l’ovaio policistico?

Piuttosto che ovaio policistico io lo definirei ovaio microcistico. Rappresenta l’alterazione endocrina più frequente nelle donne in età fertile, in particolar modo nelle ragazze. La sua incidenza è addirittura del 10% circa delle donne. Non è proprio una malattia ma un insieme di sintomi, tanto che lo definiamo “sindrome dell’ovaio policistico” (PCOS).


Esistono dei sintomi?

Il sintomo più frequente di questa alterazione endocrina è senza dubbio l’irregolarità del ciclo. Ma non solo: la paziente riferisce aumento della peluria, pelle grassa tendente all’acne e difficoltà nel perder peso.


Quali sono le cause dell’ovaio policistico?

La sindrome dell’ovaio microcistico possiede una base ereditaria: parenti di primo grado hanno una probabilità del 51% di sviluppare il disturbo. Nel 95% dei casi il principale fattore predisponente è “dismetabolico” dovuto cioè ad un eccesso di insulina che determina, mediante complessi meccanismi, un aumento di produzione di ormoni maschili da parte dell’ovaio. Sicuramente lo stress influenza negativamente la funzionalità ovarica nelle pazienti predisposte.


Per quanto riguarda la diagnosi?

La diagnosi dell’ovaio microcistico è: clinica, ecografica ed ormonale.

Clinica: è l’aspetto tipico della paziente ed i sintomi riferiti che ci induce ad effettuare degli accertamenti tali da poter porre diagnosi di ovaio microcistico.

Ecograficamente osserviamo delle ovaie aumentate di volume con un maggior numero di follicoli. Il profilo ormonale invece ci mostra un aumento dell’androstenedione (ormone maschile) ed un invertito rapporto tra due ormoni femminili: normalmente l’ormone follicolostimolante (FSH)è più alto rispetto all’ormone luteinizzante (LH): Nella sindrome dell’ovaio microcistico questo rapporto è invertito. Nel 20% delle pazienti osserviamo anche un aumento della prolattina.

 

Qual è il trattamento per questa patologia?

È doveroso precisare che la paziente affetta da sindrome dell’ovaio microcistico dovrebbe seguire una corretta alimentazione, praticare sport, passeggiare tanto ed assumere molti liquidi.

La terapia farmacologica deve essere mirata a ristabilire il corretto rapporto tra i diversi ormoni coinvolti nel ciclo mestruale. Oggi in commercio esistono numerosi estroprogestinici (la pillola )specifici per questa problematica.

Chiaramente la pillola va assunta dopo un attento counseling con il proprio ginecologo.

Di recente l’inositolo ha assunto un ruolo molto rilevante nell’ambito del trattamento della sindrome dell’ovaio microcistico. In particolar modo l’associazione dikiroinositolo e myoinositolo possiede una fortissima proprietà insulino sensibilizzante. Da molti studi presenti in Letteratura emerge che associando il Resvetarolo si crea una sinergia per contrastare la sindrome metabolica (addirittura si conferisce al resvetarolo un’azione simile ad una blanda metformina).

 

Esiste una prevenzione?

È fondamentale comprendere come un sano e corretto stile di vita, acquisito sin dalla più giovane età, aiuti nella prevenzione di questa condizione clinica. L’esercizio fisico aiuta a contrastare l’insulinoresistenza; la perdita di peso riduce i livelli di insulina nel sangue. Chiariamo infine che la sindrome dell’ovaio microcistico non è assolutamente sinonimo di sterilità, bensì una comune alterazione endocrina che va inquadrata e monitorata.

 

Andrea Avitabile

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