27 marzo 2019

Morbillo: sintomi, terapia e prevenzione

Cos'è il morbillo, come curarlo e cosa fare per prevenirlo. Ne parliamo con la dott.ssa Annalisa Napoli.

 

Macchie rosse sulla pelle, forte stato influenzale e virus altamente contagioso: sono le prime tre cose che vengono in mente quando si parla di morbillo. Il virus del morbillo si diffonde soprattutto tra i banchi di scuola, in età infantile, e tendenzialmente si estingue spontaneamente una volta terminato il suo decorso, ma non è sempre così. Per saperne di più sulle cause, i sintomi, la terapia e il vaccino abbiamo raccolto per la rubrica “Dillo con parole nostre” l’intervento della dott.ssa Annalisa Napoli, medico in Formazione in Medicina Generale.
 

In foto, la dott.ssa Annalisa Napoli, medico in Formazione in Medicina Generale

Dott.ssa Annalisa Napoli, medico in Formazione in Medicina Generale

 

Salve dottoressa, tecnicamente che cos'è il morbillo?

Il morbillo è una malattia infettiva, di origine virale, altamente contagiosa e caratterizzata dalla comparsa di piccole macchie cutanee di colore rosso-brunastro. È una malattia infettiva infantile, in quanto, come la rosolia, la varicella e la parotite, colpisce soprattutto i bambini di età compresa tra i 12 mesi e i 4 anni.

 

Quali sono le cause?

Il morbillo è causato da un virus appartenente al genere morbillivirus (famiglia dei Paramyxoviridae).

 

Come si trasmette?

Tramite tosse e starnuti, i soggetti affetti espellono milioni di goccioline di saliva contenenti il virus. La loro inalazione determina la trasmissione dell’infezione. Una volta inalato, il virus del morbillo si localizza a livello della bocca e dei polmoni, dove si moltiplica e si diffonde in tutto l’organismo. La trasmissione per via aerea, attraverso l’inalazione delle goccioline di saliva, rappresenta la modalità diretta di contagio. Ma vi è anche una modalità indiretta di trasmissione, che consiste nel contatto con oggetti sui quali le goccioline volatili contenenti il virus possono andare a depositarsi (posate, piatti, ad esempio).

 

Come si manifesta il morbillo? Quali sono i sintomi?

Il periodo di incubazione, della durata di circa dieci giorni, inizia all’ingresso del virus nell’organismo e termina all’insorgenza della febbre. La contagiosità si protrae fino a 5 giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea.

L’esordio, che avviene circa una decina di giorni dopo il contagio, è caratterizzato da sintomi aspecifici, molto simili a quelli di un comune raffreddore o di un’influenza: tosse secca, naso che cola, congiuntivite, febbre alta, stanchezza, irritabilità, malessere generale, inappetenza.
Successivamente compaiono, a livello della bocca e della gola, puntini grigio – biancastri (macchie di Koplik).

Il segno caratteristico è il rash cutaneo (esantema), che si manifesta con la comparsa di piccoli punti di colore rosso vivo, prima dietro le orecchie e sul viso e poi su tutto il corpo. L’eruzione cutanea persiste per 4-7 giorni, per poi scomparire a cominciare dal collo.
Le complicanze più comuni includono: diarrea, vomito, otite, congiuntivite, laringite, bronchite, polmonite. Rientrano, invece, tra le complicanze meno frequenti: epatite, meningite, encefalite, neurite ottica. La complicanza più temibile, che colpisce un soggetto affetto ogni 25.000, è la panencefalite sclerosante subacuta.

 

Quali sono i campanelli d’allarme e quando contattare il medico?

Se l’eruzione cutanea e i sintomi di esordio possono essere ricondotti al morbillo è bene rivolgersi immediatamente al proprio medico curante, inizialmente al telefono per ridurre il rischio di diffusione del virus. I sintomi che possono suggerire la comparsa di complicazioni sono: fiato corto, dolore al torace, confusione e convulsioni.

 

Qual è la terapia per il morbillo?

Non esiste una terapia specifica per il morbillo, bensì una terapia sintomatica: può essere utile somministrare paracetamolo per abbassare la febbre, sciroppi per attenuare la tosse, gocce oculari in caso di occhi arrossati o di sensibilità alla luce. La risoluzione spontanea del morbillo richiede, generalmente, dai 7 ai 10 giorni. Una volta contratto, il morbillo conferisce al soggetto una protezione definitiva.

 

Come prevenire il morbillo?

Il vaccino contro il morbillo esiste in forma associata ai vaccini contro parotite e rosolia (MPR) e rientra tra i vaccini vivi attenuati. Il protocollo vaccinale prevede la somministrazione della prima dose all’età di 12 – 15 mesi, con un richiamo verso i 5 – 6 anni.

 

Andrea Avitabile

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