22 marzo 2019

Gastrite: cause, sintomi e trattamento

Cos'è la gastrite, come curarla e cosa fare per prevenirla. Ne parliamo con il dott. Marco Napoli.

 

La gastrite rappresenta una delle malattie dell'apparato digerente più diffuse e seccanti in circolazione. Secondo le ultime stime, condiziona la vita di circa un milione di italiani. A soffrirne sarebbero soprattutto le donne e le motivazioni alla base di questa patologia sono di diversa natura. Per saperne di più sulle cause, i sintomi e il trattamento, per la rubrica “Dillo con parole nostre” ne parliamo con il dott. Marco Napoli, medico specialista in formazione in Gastroenterologia presso il Policlinico Gemelli di Roma.

 

Dott. Marco Napoli, medico specialista in formazione in Gastroenterologia

 

Dottore, cos’è la gastrite?


La gastrite, come suggerisce il nome, è una infiammazione (-ite) dello stomaco (gaster-). Più precisamente, la gastrite è un processo infiammatorio della mucosa gastrica, ossia lo strato più interno dello stomaco. Tale processo può essere acuto o cronico, in base alla velocità con cui si sviluppa il danno gastrico e alla durata dello stesso. Altresì, riconosce varie cause: infettive (Helicobacter pylori, Citomegalovirus e altri), tossiche (da alcolici e da farmaci), ischemiche (nelle condizioni in cui l’afflusso di sangue allo stomaco è insufficiente), o autoimmuni.

 

Perché viene la gastrite?

La gastrite più frequentemente può essere su base infettiva, generalmente si tratta di un batterio, raramente di un fungo, oppure su base autoimmune, ovvero quando il sistema immunitario dell'organismo aggredisce lo stomaco. Queste sono le due principali forme di tale malattia.

 

Quali sono i sintomi della gastrite?

Nausea, dolore alla bocca dello stomaco (epigastralgia) o bruciore di stomaco.

 

Come curare la gastrite?

Una corretta diagnosi è imprescindibile per impostare la giusta terapia e decidere gli approfondimenti diagnostici. La gastrite autoimmune, ad esempio, è più frequente in pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto o da diabete mellito di tipo I, richiede un’integrazione a vita con vitamina B12, e spesso una sorveglianza endoscopica (gastroscopie periodiche) considerato il rischio aumentato di sviluppare cancro gastrico in questi pazienti. L’Helicobacter pylori (abbreviato “H.p.”) è il secondo agente infettivo più diffuso sul pianeta Terra dopo il virus dell’epatite B, con circa un miliardo di portatori. Negli ultimi decenni abbiamo riscontrato una sempre maggiore resistenza di H.p. agli antibiotici, in particolare alla claritromicina, tale da rendere estremamente difficile l’eradicazione del patogeno. Non bisogna dimenticare che l’infezione cronica da Helicobacter può provocare linfoma e cancro gastrici, e perfino malattie sistemiche come la trombocitopenia immune e alcune vasculiti, stando alle più recenti evidenze.

 

Ma chi dice “ho la gastrite”, la gastrite, ce l’ha per davvero?

Generalmente no. I pazienti con epigastralgia (dolore a livello epi-gastrico) che giungono in Endoscopia Digestiva per essere sottoposti a gastroscopia o a visita gastroenterologica, di solito non hanno una gastrite. Solitamente sono affetti da dispepsia funzionale, da malattia da reflusso gastro-esofageo, da sindrome del colon irritabile. Infatti più che gli anti-acidi, la vera terapia di questi disturbi è offerta da una dieta corretta e da sane abitudini di vita. Solo in alcuni casi specifici (tra cui anemia, familiarità per cancro dello stomaco, fattori di rischio), sono indicati approfondimenti diagnostici, tra cui gastroscopia e ricerca di autoanticorpi specifici.


Esiste la gastrite nervosa?

Più che gastrite nervosa, esiste una sindrome chiamata dispepsia funzionale che si caratterizza per gli stessi sintomi i quali, però, si manifestano in assenza di infiammazione. Questa sindrome è “volgarmente” nota come gastrite nervosa perché può peggiorare con ansia e stress.

 

In caso di gastrite cosa si dovrebbe mangiare? E cosa non si dovrebbe mangiare?

Bisogna premettere che la prima cosa è conoscere l’origine, la diagnosi del singolo caso in questione. Generalmente, si consiglia di evitare alimenti ricchi di grassi saturi, grassi animali che rallentano la digestione, e di zuccheri semplici, e additivi. Al contrario, possono essere d'aiuto i prodotti integrali, le verdure, specialmente quelle a foglia, il pesce, soprattutto azzurro; è necessario idratarsi adeguatamente bevendo ogni giorno almeno un litro e mezzo d'acqua. Da sempre viene consigliato inoltre di evitare pomodoro e agrumi, ma a questo riguardo non ci sono chiare evidenze. Per chi soffre di gastrite, invece, è necessario evitare gli alcolici per i danni che procurano allo stomaco.


Esiste una prevenzione?

Certo, con uno stile di vita sano, una regolare attività fisica, soprattutto aerobica, evitando il fumo e limitando gli alcolici, oltre che un regime alimentare equilibrato. Naturalmente, uno stile di vita sereno aiuta a prevenire le malattie intestinali che, tra l’altro, dipendono anche dall’equilibrio psico-fisico della persona.

 

Andrea Avitabile

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