19 marzo 2019

Vene varicose: cause, trattamento e prevenzione

Cosa sono le vene varicose, come curarle e cosa fare per prevenirle. Ne parliamo con la Dott.ssa Rosa Apicella.

 

Non è soltanto una questione di estetica: le vene varicose rappresentano una patologia a tutti gli effetti. L’alterazione delle vene degli arti inferiori è una problematica ricorrente soprattutto tra le donne. Se viene trascurata, può comportare spiacevoli conseguenze per la salute. Per saperne di più sulle cause, sul trattamento, sui fattori di rischio e sulla prevenzione abbiamo raccolto per la nostra rubrica "Dillo con parole nostre" l’intervento della dottoressa Rosa Apicella, specialista in chirurgia vascolare.

 

Dott.ssa Rosa Apicella, specialista in chirurgia vascolare


Dottoressa, cosa sono le vene varicose?

Le vene varicose degli arti inferiori sono una patologia molto frequente soprattutto nelle donne. Esse colpiscono circa il 30% della popolazione. Le vene sono definite varicose quando sono allungate, tortuose e dilatate. Le più colpite sono la grande safena, la piccola safena e le loro collaterali.


Quali sono le cause delle vene varicose?

Le vene varicose possono essere primitive o secondarie. Le primitive insorgono per un’alterazione costituzionale della parete venosa, spesso su base ereditaria che favorisce lo sfiancamento del vaso e l’alterazione del sistema valvolare. Ma esistono anche dei fattori di rischio aggiuntivi che sono la prolungata stazione retta, la sedentarietà, l’obesità, la gravidanza e l’uso dei contraccettivi orali. Le varici secondarie, invece, si formano in quei pazienti che hanno avuto delle trombosi venose profonde con conseguente ipertensione venosa.


Come curare le vene varicose? A chi rivolgersi?

Le vene varicose vanno curate sin dalla loro insorgenza da specialisti dedicati. Il paziente può rivolgersi ad un flebologo o ad un chirurgo vascolare il quale, caso per caso, sulla base dell’esame clinico e di un’ecocolordoppler indicherà la terapia più idonea.

 

Quali sono le terapie previste per le vene varicose?

Può essere medica, chirurgica o sclerosante. La terapia medica si fonda sull’uso di farmaci che migliorano il tono venoso, cioè rendono la parete più resistente alle spinte pressorie. Quanto alla terapia chirurgica, oggi, è sempre meno invasiva. Tecniche come la radiofrequenza e il laser endovenoso in molti casi hanno dimostrato pari efficacia rispetto alle tecniche di stripping tradizionali. Ma anche la chirurgia emodinamica che corregge in maniera mirata i reflussi senza esportare alcuna vena, in casi selezionati offre risultati molto vantaggiosi.

La terapia sclerosante consiste nell’iniettare direttamente nella vena varicosa un farmaco che ha la proprietà di obliterarla e di escluderla dal circolo in maniera temporanea o definitiva. La scelta del trattamento, naturalmente, è funzione del quadro anatomo-patologico del singolo paziente.

 

Quali sono i pericoli per chi trascura le vene varicose?

È assolutamente necessario curare le vene varicose. Se non trattate, possono essere causa di varie complicanze, prima fra tutte l’infiammazione e la trombosi che, in tal caso, può causare addirittura l’embolia polmonare. Inoltre, per l’elevata pressione venosa, col tempo, possono insorgere complicanze rappresentate da alterazioni cutanee, eczemi e ulcere.


Quando operare le vene varicose?

Il trattamento chirurgico delle vene varicose è indicato quando è già in atto la compromissione dell’apparato valvolare a carico delle safene e quando sono già presenti delle voluminose collaterali.


Cosa fare durante la gravidanza?

Durante la gravidanza bisogna evitare l’eccessivo aumento di peso, fare attività fisica, in particolare passeggiate, nuoto, andare in bicicletta. Bisogna evitare di stare a lungo in piedi. Praticare docce fredde alle gambe. Evitare l’uso di scarpe con tacchi alti. Indossare abiti larghi e comodi. Ma soprattutto, indossare delle calze elastiche secondo le indicazioni dello specialista. Bisogna tener conto che le donne in gravidanza hanno un rischio di trombosi da tre a cinque volte più elevato rispetto a quelle non gravide. Tale rischio aumenta ancora fino a sei settimane dopo il parto. Pertanto, se coesistono altri fattori di rischio per trombosi, ad esempio una trombofilia congenita o acquisita, è necessario praticare anche una profilassi antitromboembolica farmacologica su indicazione dello specialista.


Si possono prevenire le vene varicose?

Si, la prevenzione consiste in un sano stile di vita. Fare attività fisica, controllare il proprio peso con una dieta leggera e bilanciata. Indossare indumenti ampi e confortevoli. Scegliere scarpe comode e basse. Ma, in particolare, correggere l’appoggio plantare quando si ha il piede piatto o valgo. Importante è usare delle calze elastiche a compressione graduata di tipo preventivo.

 

Andrea Avitabile

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