16 marzo 2019

Infarto: cause, sintomi e trattamento

Come riconoscere un infarto, i suoi sintomi e i modi per prevenirlo. Ne parliamo con la Dott.ssa Marienza Polito.

Infarto. Il solo termine provoca in chiunque un certo timore ed evoca l’idea di una minaccia letale e improvvisa. L’attacco di cuore, come viene spesso chiamato l’infarto cardiaco, rappresenta infatti una delle principali cause di morte nei Paesi occidentali. Nonostante si parli spesso di infarto anche nel linguaggio comune, la conoscenza delle cause, dei sintomi e dei fattori di rischio non è ancora abbastanza diffusa. Per la nostra rubrica “Dillo con parole nostre”, abbiamo chiesto alla Dott.ssa Marienza Polito, specialista in Cardiologia, di spiegarci tutto ciò che bisogna sapere sull’infarto cardiaco per prevenire al meglio questa minaccia.

 

Dott.ssa Marienza Polito, Specialista in Cardiologia

 

Dottoressa, cosa si intende per infarto?

Per infarto si intende la morte di una parte del muscolo cardiaco (miocardio), secondaria ad una ischemia prolungata, cioè al mancato apporto di sangue e quindi di ossigeno e nutrienti ad un determinato territorio per un certo periodo di tempo.

 

Perché viene un infarto? E a chi può venire?

Un infarto si verifica in presenza di un’occlusione completa o parziale di una o più coronarie, i vasi che irrorano il tessuto cardiaco, conseguenza di una diffusa o focale aterosclerosi coronarica. Le placche aterosclerotiche sono depositi di lipidi che si accumulano lungo le arterie coronariche e che, essendo vulnerabili, possono rompersi e accumulare in superficie coaguli/trombi che portano acutamente alla chiusura del vaso.

La prevalenza di infarto è maggiore nei soggetti con documentati fattori di rischio cardiovascolari quali l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia, il fumo di sigaretta, il diabete, la familiarità per coronaropatie, l’obesità.

 

Può incidere l’età?

L’infarto è più raro in età giovanile e si registra un aumento della prevalenza con l’aumentare dell’età. Nelle donne il picco di incidenza si raggiunge nella fase post-menopausale.

 

Che cos’è l’infarto del miocardio? È quello che noi conosciamo come attacco di cuore?

È quella sindrome caratterizzata da segni e sintomi che lasciano sospettare un’ischemia al tessuto miocardico. Si verifica quando c’è un’ostruzione al flusso di sangue diretto ad una parte del muscolo cardiaco: se il flusso sanguigno non viene ripristinato in tempi brevi, la parte di cuore sottostante ne risulterà danneggiata. Esso rappresenta la principale causa di morte nei paesi Occidentali. Il comune “attacco di cuore” è il termine volgarmente utilizzato per indicare l’infarto miocardico.

 

Quali organi possono essere interessati?

L’infarto miocardico non riconosciuto e trattato prontamente può avere conseguenze letali. Prime fra tutte possono insorgere, in seguito a infarto, aritmie fatali che possono portare a morte cardiaca improvvisa. L’intervento tardivo si associa, inoltre, al mancato salvataggio di tessuto cardiaco che viene sostituito da cicatrici. Possibili conseguenze sono: scompenso cardiaco, trombosi dell’apice cardiaco, rottura di cuore, ictus tromboembolici, insufficienza multiorgano.

 

Quali sono i sintomi e come possiamo riconoscerli?

Il sintomo tipico è rappresentato dal dolore toracico, generalmente retrosternale, che può essere irradiato al braccio sinistro ma anche al giugulo, all’arto destro, alla mandibola o alla regione interscapolare.

 

Cosa fare in caso di infarto?

In caso di sospetto infarto, è consigliato allertare immediatamente il 118 quanto più precocemente possibile, in modo da poter eseguire un elettrocardiogramma che può essere diagnostico. L’obiettivo è la rivascolarizzazione precoce attraverso coronarografia e angioplastica seguita da impianto di stent nella coronaria responsabile dell’infarto. Vale da tempo la regola “Time is muscle” cioè “il tempo è muscolo”: prima avviene infatti l’aperura della coronaria e maggiori sono le possibilità di recupero da un infarto.

 

Come prevenire un infarto?

Le regole di prevenzione cardiovascolare comprendono un’alimentazione sana, una regolare attività fisica, la cessazione del fumo, il mantenimento di un peso corporeo non eccessivo, e infine  il controllo dei fattori di rischio cardiovascolari, in particolare l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e il diabete.

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