03 luglio 2022

Mamme che uccidono i figli, cosa scatta nel cervello quando si supera quel limite: parla l'esperta

L'uccisione della piccola Elena ha scosso tutti ma esiste un dramma sociale, psicologico ed educativo più vasto sotto quella tragedia. Lo spiega Fiorenza Riccardi, psicopedagogista del poliambulatorio Zero17 Fatebenefratelli di Cernusco sul Naviglio (Milano): «Questa tematica colpisce tutti, genitori e non, ma anche senza arrivare a questi livelli di tragedia ogni settimana incontro almeno dieci mamme che esprimono quella stessa fatica genitoriale e rivelano quanto sia scarsa la tutela dei figli in fase di separazione». Bimbi che diventano arma di vendetta e parafulmine delle tensioni famigliari: «Le famiglie sono sempre più stremate dalle necessità di lavorare ed essere al centro dell'attenzione, al massimo delle performance: l'incapacità di reggere i ritmi che impone la vita lavorativa e sociale sempre più serrata e competitiva diventa frustrazione che si scarica sui figli» osserva la specialista che incontra le madri nell'ambito del servizio di supporto psicopedagogico alle famiglie offerto dal Poliambulatorio Zero 17.

«L'organizzazione famigliare oggi è complessa e abbiamo genitori poco pronti, soprattutto le mamme dicono "non ce la faccio più". La riorganizzazione, le rivendicazioni, la scarsa rete sociale e famigliare che hanno intorno, perchè i nonni magari lavorano ancora, le rende stanche e stressate, incapaci di relazionarsi con bimbi che chiedono, legittimamente, attenzione e felicità. Le mamme che arrivano da noi, che chiedono aiuto, rappresentano una minoranza che riesce ad avere un supporto specialistico che genera benessere e quindi migliora la vita personale e familiare. Ma per le famiglie che riescono ad affrontare e superare queste fatiche, ci sono tante altre famiglie che vivono situazioni difficili e bambini che diventano vittime di violenze psichiche e fisiche, ed è per loro che diventa necessario offrire una rete di supporto e aiuto». Foto: Fiorenza Riccardi

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