27 giugno 2022

Vesuvio, scoperta la vera data dell'eruzione che distrusse Pompei: ecco qual è

Il legame tra Plinio il Vecchio e il Vesuvio è tangibile dalle tracce che ha lasciato alla storia, basta considerare che l’eruzione di tipo Pliniano trae il suo nome proprio dalla descrizione datale dal naturalista romano che per primo la descrisse e che gli costò la vita spingendolo ad avvicinarsi il più possibile per studiarla. Il racconto di quanto avvenne è trascritto nella celebre lettera che Plinio il Giovane vergò a Tacito, gioia per gli studiosi ed incubo per gli studenti. Nell’epistola la data d’avvenimento della disgrazia era la notte tra il 24 e il 25 agosto dell’anno 79 d.c., tuttavia, a distanza di quasi venti secoli la scienza è sempre più dubbiosa sulla certezza del giorno.

Uno studio pubblica di recente sulla rivista Earth Science Reviews, condotto da un’associazione di team, Napoletani, Pisano, Francesi e Scozzesi, ha fatto luce su alcuni passaggi che già da qualche tempo erano oggetto di dubbi. Lo studio si è basato su una pluridisciplinarità di competenze, partendo  da analisi geologiche, passando per studi storici e finendo alla fisica, evidenziando come ad esempio tra i ritrovamenti di Pompei ci fossero frutta e ortaggi autunnali, la presenza di tuniche di materiale più caldo rispetto a quelle estive, ai sedimenti rilasciati dall’esplosione le cui tracce sono state rinvenute persino in Grecia e una scritta ritrovata su un muro che annuncia di come in un giorno di metà ottobre gli abitanti abbondassero con il cibo, facendo quindi slittare la data.

Lo studio ovviamente non è stato avviato unicamente per conoscere la data della tragedia, che comunque sembra essere quella del 24-25 ottobre, ma per studiare l’impatto delle eruzioni sul clima e quanto eventi traumatici possano alterare il sistema terra, come ad esempio i cambiamenti climatici in corso.

(Giuseppe Giuliano)

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