20 giugno 2022

Crisi del Gas: la Germania segue le orme del Governo Draghi e vira sul Carbone.

L’istabilità geopolitica costringe la Germania ad abbandonare la linea Green. Il paese teutonico, nella giornata di ieri, ha comunicato che adotterà misure di emergenza mirate a limitare l’uso e a garantire lo stoccaggio di gas in vista dell’inverno. Per far si che la ricaduta sull’economia non si faccia troppo pesante, in questo periodo di transizione, si farà affidamento sulle centrali a carbone. Una chiara svolta politica, considerando che l’agenda del presidente Shulz prevedeva di eliminare questa fonte fossile entro il 2030. Il ministro dell’Economia ecologica, Robert Habeck , ha così commentato la riapertura delle suddette centrali: “ si tratta di una decisione amara, ma è essenziale per ridurre i consumi di Gas”. La situazione riguardo al metano proveniente dalla Russia, infatti, si fa sempre più preoccupante. Basti pensare che questa settimana Gazprom ha abbassato le consegne, effettuate mediante il condotto Nord Stream 1, del 40%. L’azienda ha giustificato questa riduzione sulla base di problemi tecnici. Il governo di Berlino ha però rifiutato la tesi, affermando che si tratta di una chiara “ decisione politica”. Un contenzioso, dunque, che sembra condurre ad un inevitabile punto di rottura.

Oltre all’utilizzo del carbone, la Germania avvierà anche un piano nazionale finalizzato all’abbassamento del consumo di gas. Nel nuovo pacchetto di misure presentato sarà infatti inserito anche un nuovo sistema d’asta per la vendita agli industriali che, secondo Berlino, dovrebbe avere effetti sulla diminuzione dei consumi. Una misura indirizzata soprattutto all’imponente settore manifatturiero tedesco, che più di altri desta preoccupazione. Stessa preoccupazione che può destare in coloro che hanno sposato la causa ambientale il capovolgimento della linea governativa della Germania. Quasi tutti i paesi europei, dopo lo scoppio del conflitto ucraino, stanno riscontrando gravi difficoltà nelle politiche energetiche e molti hanno riabilitato l’uso del carbone. La stessa scelta tedesca era stata perseguita lo scorso mese dal governo Draghi. Anche il premier italiano, infatti, ha deciso di posticipare la chiusura, già prevista, di alcune centrali presenti sul suolo nazionale per fronteggiare la carenza di gas. Si sta vivendo dunque una rivalutazione di un fossile molto demonizzato e molto dannoso per l’ambiente. Nonostante tutti i legittimi problemi etici, questa sembra però essere l’unica via percorribile nell’immediato per scongiurare una crisi energetica e industriale nel vecchio continente.

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