20 giugno 2022

Cuglieri, l'olivastro millenario divorato dal rogo vive ancora

Lo scorso anno con dolore raccontavamo del terribile incendio che per quattro giorni ha bruciato la Sardegna centro occidentale, distruggendo campi, pascoli e foreste, con una strage di arbusti ed animali. Cuglieri è stato uno dei paesi maggiormente colpiti dalle fiamme e proprio li era presente l’olivastro millenario di Tanca Manna divenuto il simbolo di quella tragedia in quanto monumento naturale alla tradizione dell’olivo cultura era ridotto a cenere e pochi rami.

Quello che però in tempi antichi poteva essere considerato definitivamente morto, grazie alle moderne tecnologie rinasce a nuova vita ed infatti beneficiando degli sforzi degli abitanti della zona che fin dal primo minuto hanno preso a salvare il salvabile mantenendo in vita l’olivastro, gli studiosi hanno regalato un sogno alla comunità. Il team del Prof. Bacchetta, direttore dell’orto botanico dell’Università di Cagliari ha passato l’ultimo anno a lavorare sulla pianta, sia con interventi di recupero sia con la cura per l’elemento fragile, coadiuvato in questo dalla popolazione locale che ha organizzato delle vere e proprie ronde per salvaguardare il terreno dal passeggio di curiosi e per tenerlo umido grazie all’irrigazione.

I sacrifici fatti in questi mesi hanno però dato i frutti sperati; infatti, già a partire dalla primavera la pianta ha ripreso a germogliare con germogli che in questo momento raggiungono quasi il mezzo metro di lunghezza. Malgrado molti fossero favorevoli a disfarsi dei residui, classificati come oramai morti, la determinazione degli studiosi e degli abitanti ha fatto si che i sacrifici non venissero vanificati ed oggi la pianta ha confermato di essere ancora capace di vivere. La totale distruzione della chioma e di buona parte del tronco ha portato l’olivastro ad essere ovviamente solo un piccolo ricordo ma con la cura ed il tempo i germogli diverranno rami e già tra qualche decennio si avranno rami frondosi e nei secoli a venire i nostri discendenti torneranno ad ammirare l’albero maestoso.

(Giuseppe Giuliano)

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