17 giugno 2022

Yellowstone, le inondazioni stanno mettendo in ginocchio il parco: 10.000 evacuati

Pensando agli Stati Uniti d’America, il primo pensiero è sempre rivolto alle grandi città con la loro vita e i grattacieli, il secondo alle spiagge che si dipanano tra la Florida e la California ma al terzo posto ci sono i parchi nazionali. Celebri per la loro estensione e bellezza, in un territorio giovane e quindi privo di grandi interessi archeologici, hanno un ruolo primario nel cuore e soprattutto l’economia del paese. Yellowstone è senza dubbio il parco più famoso, primo parco nazionale del mondo, inaugurato nel 1872 e quindi prossimo allo spegnimento delle 150 candeline, è celebre ovunque per i suoi paesaggi incredibili, i geyser e i tantissimi animali, si dipana su quasi 900 mila ettari con cinque ingressi che insistono su ben tre stati ( Idaho, Montana e Wyoming) e viene visitato ogni anno da 4 milioni di persone.

A pochi giorni dall’avvio della stagione turistica, quella che dovrebbe segnare finalmente introiti importanti dopo gli anni della pandemia, in una regione dove il turismo è la principale risorsa economica, si è abbattuto un cataclisma senza precedenti che ha portato a dover chiudere il parco per ragioni di sicurezza. Inondazione, frane, fiumi di fango a scardinare casette, la furia degli elementi si è abbattuta sul luogo a causa di piogge costanti ( record di precipitazioni primaverili), acquazzoni torrenziali e la neve che ha preso a sciogliersi, i fiumi si sono riempiti e gli argini sono collassati in più punti, invadendo terreni già pregni d’acqua. Sono in corso operazioni di salvataggio per residenti e turisti già presenti in zona con strade impraticabili e distrutte dall’acqua e il volo ancora interdetto agli elicotteri. Non sono ancora quantificabili i danni e il tempo necessario alla riapertura del parco.

(Giuseppe Giuliano)

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