29 giugno 2022

Infermieri. Aumenti fino a 170 euro in busta paga grazie al nuovo contratto

È arrivata la  firma sul nuovo contratto sanitario nazionale . Questo interesserà 544mila dipendenti del settore salute, da infermieri ad ostetriche e radiologici. Il nuovo accordo porterà ad un aumento mensile sulle buste paga che oscillerà tra i 117 ai 171 euro al mese. Le maggiorazioni saranno comprensive sia di un adeguamento fisiologico dello stipendio che dell’indennità aggiuntiva per le categorie che hanno combattuto contro il covid, inserita dal governo Conte  nel bilancio 2020. In tutto sono stati stanziati  1256 milioni di euro. Questi fondi saranno utilizzati sia per finanziare i salari che per sovvenzionare i nuovi ordinamenti professionali e il mini-sblocco dei fondi accessori.

Oltre  alla parte  economica, il testo rivede anche gli ordinamenti professionali e le carriere del personale sanitario. Viene, infatti, inserita la qualifica di “elevata qualificazione”, uno scalino sotto alla dirigenza, che va ad integrare i 4 livelli già esistenti ( “personale di supporto “; “operatori”; “assistenti” e “professionisti della salute”. Questa differenziazione di livelli è scandita sia  dalla relativa denominazione che da una differente retribuzione strutturata su base progressiva. Nel pratico, però, affinchè il cambiamento nelle buste paga sia effettivo, bisogna aspettare che la Ragioneria di Stato e La Corte dei Conti diano il via libera. I precedenti insegnano che normalmente questo iter procedurale richede un paio di mesi. È lecito, dunque, attendersi l’aumento degli stipendi nel prossimo autunno.

In tanto il ministro della Sanità, Roberto Speranza, ha commentato entusiasta il nuovo contratto: “ L’accordo accresce diritti e tutele e porta un meritato incremento retributivo per tutto il personale del comparto. In particolare, per i circa 270 mila infermieri, c’è una valorizzazione con aumenti tra i 146 e i 170 euro al mese. È un passo avanti importante che indica la direzione giusta. Il personale sanitario è la nostra risorsa più preziosa per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale. Non dobbiamo dimenticarlo mai”.

 

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