19 maggio 2022

Campania. Da Avellino De Luca denuncia la cattiva ripartizioni dei fondi sanitari nazionali e annuncia: "avviata diffida al ministero della salute"

Avellino. Il governatore De Luca in visita all’ospedale Moscati. Il presidente di regione in mattinata si è recato allla città ospedaliera per visionare il robot Da Vinci, uno strumento all’avanguardia della chirurgia mininvasiva di cui il presidio si è da poco dotato. L’occasione della visita al robot è stata sfruttata anche per visionare il nuovo reparto per le sperimentazioni cliniche in onco-ematologia. Il governatore ha dedicato parole al miele al presidio, definendo l’ospedale Moscati come un’eccellenza in campo medico, sia regionale che extratteritoriale, e sottolineando le ottime scelte operate nella selezione dei professionisti in camice e del gruppo dirigenziale.

Dalla cornice di Avellino non è, però, mancata occasione per riprendere una vecchia battaglia del governatore, quella della ripartizione del fondo sanitario nazionale : "Non abbiamo ancora avuto la restituzione dei due terzi delle risorse impegnate in pandemia. Ci hanno restituito solo un terzo. A ciò va aggiunto  che la Regione Campania viene derubata, ogni anno, di 220 milioni di euro. Siamo stati costretti a fare una diffida al Ministero della Salute, abbiamo dato due mesi di tempo, il termine scade a fine maggio, perché il Ministero è inadempiente da 7 anni e deve definire i criteri sulla base dei quali avviene la ripartizione”. Parole al vetriolo quelle di De Luca.

La tematica della ripartizione dei fondi è, ormai, diventata un cavallo di battaglia del governatore, consapevole che sul tema sanità gioca buona parte della sua prefossionalità politica. Le denucie arrivate dai medici, in ultimo il caso più eclatante dell’ Ospedale Cardarelli, restituiscono un’immagine del servizio medico Campano non esattamente in salute. La mancanza di fondi, da un lato, e, in alcuni casi, la cattiva gestione delle risorse, dall’altro, sembrano non offrire una soluzione a questa condizione precaria. Sovraffolamento e carenza di servizi sono diventate una costante di tutti i nosocomi della regione, da quelli centrali a quelli periferici. Il potenziamento della medicina territoriale, tanto annunciato nel periodo del covid e fondamentale per tamponare la situazione, tarda ad arrivare. In quest’ottica il progetto delle case di comunità dovrebbe essere di forte aiuto, ma il tempo è nemico e le promesse iniziano a superare di troppo i fatti.

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