15 maggio 2022

Mistero a Las Vegas, dal lago Mead in secca affiorano resti umani

Morti violente e siccità sono un legame fino ad ora mai analizzato, eppure, quanto sta accadendo in questi giorni nel Nevada sta assumendo tinte gialle. Lake Mead, a poche decine di Km da Las Vegas sorge il più grande bacino artificiale del paese, creato negli anni 30 del secolo scorso grazie alla Diga di Hoover ed essenziale per lo sviluppo della città del peccato.

Dapprima riserva d’acqua, poi bacino per la produzione d’energia e successivamente rinomata località turistica in una zona che oltre alla città dei Casinò offre unicamente deserto. In questi anni però a causa della siccità il bacino è sempre più in crisi, ad oggi siamo ai livelli più bassi da quando è stato creato ed oltre agli scheletri di città annegate per la sua creazione, in questi giorni sta restituendo tracce di storie noir.

Il primo episodio si è verificato lo scorso sabato quando scendendo da un battello degli escursionisti hanno notato un bidone di latta adagiato sul fondale, osservandolo per bene hanno notato al suo interno ossa umane e degli abiti. Accorsa la polizia sul luogo ed esaminati i dettagli, hanno avanzato le prime ipotesi su quanto ritrovato, ovvero una morte violenta avvenuta tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80 ( indicazione data dal vestiario della vittima) e con un occultamento di cadavere avvenuto con modalità mafiose.

Successivamente due canoisti hanno scoperto in una zona più a Nord uno scheletro semisommerso, anche qui sono tempestivamente giunte le forze dell’ordine che però in questo caso hanno escluso ipotesi di morte violenta, ma possibili cause naturali o annegamento. Questi due avvenimenti hanno acceso l’attenzione e la fantasia di tanti novelli reporter e non è escluso che adesso aumentino a dismisura gli avvistamenti, sia perché il lago continua a prosciugarsi, sia per la grande attenzione portata dalla gente.

(Giuseppe Giuliano)

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