13 aprile 2022

Conflitto Ucraina. L' Unicef denuncia: a rischio la vita di oltre 2,5 milioni di bambini

Tra le bombe e colpi di artiglieria che attanagliano l’Ucraina da oltre un mese si sta consumando un’altra strage silenziosa: quella dei bambini. A denunciarlo è stata l’Unicef, che dopo aver visitato il paese per una settimana ha redatto un report ufficiale. I dati emersi sono preoccupanti. Secondo l’Unicef, infatti, dall’inizio del conflitto circa 5 milioni di bambini, dei 7,5 registrati all’anagrafe ucraino, sono stati sfollati. Un vero e proprio esodo che ruba gli affetti e la quotidianeità ai più piccoli. La situazione più preoccupante resta però quella di coloro che non sono riusciti a lasciare il paese, come visto in predenza circa 2,5 milioni di bambini si trovano ancora nelle proprie abitazioni.

Oltre ai rischi del conflitto, rappresentati dai vari colpi di artiglieria russi e dai bombardamenti che finora hanno spesso colpitto civili inermi, per loro si prospettano altre difficoltà. In primis l’emergenza cibo, che soprattutto nelle città assediate è diventato sempre più difficile da reperire. Poi gli attacchi alle centrali idriche ed elettriche hanno lasciato i cittadini ucraini senza acqua corrente ed elettricità, rendendo insostenibile ed altamente pericolosa una permanenza dei civili all’interno dei centri abitati. A questo va aggiunto che la mancanza di corridoi umanitari sicuri ed affidabili non permette di allontanarsi dalle città in sicurezza, così chi si mette in viaggio lo fa rischiando la propria vita. Una vera e propria catastrofe, denuncia l’agenzia Onu, che finora ha fatto registrare oltre 140 morti e 230 feriti tra i bambini ucraini.

Una esclation di violenza destinata a durare e che preoccupa sempre più la comunità internazionale. Per questo motivo, l’Unicef ha avviato l’allestimento di alcuni centri nell’area est del paese, con il fine di fornire cure mediche e servizi essenziali ai bambini e favorire lo spostamento di quest’ultimi all’interno del territorio Ucraino e verso l’estero. Oltre a questi centri sono stati stanziati aiuti economici verso i paesi confinati così da favorire l’accoglienza dei profughi.

 

 

 

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