06 aprile 2022

Consumare frutta di stagione aiuta la salute, ecco per quale motivo

È risaputo che assumere frutta e verdura fa bene alla salute, ma capita di non tener conto della stagionalità dei prodotti. La realtà è che consumare frutta di stagione non apporta solamente benefici al nostro organismo, ma anche all’intero ecosistema terra. Il consumare frutta di stagione per aumentare la qualità di ciò che consumiamo permette anche di rifarsi più facilmente alla “filiera corta”, ossia avere accesso ai prodotti che sono coltivati nelle nostre terre. Vediamo insieme quali sono questi benefici.

1. Non richiedono grandi quantità di additivi

Un’alimentazione che tiene conto della stagionalità dei prodotti è prima di tutto un’alimentazione più sana. Infatti, le coltivazioni che seguono i tempi della natura hanno generalmente bisogno di molti meno concimi, pesticidi e conservanti rispetto a quelle che avvengono in periodi dell’anno meno adatti. Nemmeno il lavaggio accurato di frutti e ortaggi può eliminare del tutto queste sostanze, che possono costituire una grave minaccia per la salute umana.

2. Sono più gustosi e profumati

Maturando secondo i propri tempi e sotto la luce del sole, gli alimenti di stagione hanno indubbiamente maggiori proprietà nutritive, oltre a gusto e profumo più intensi. Se qualche volta ti è capitato di mangiare una fragola a novembre o un pomodoro sorrentino a Natale (quelli che sanno “di frigorifero”, per intenderci) allora sai di cosa sto parlando. Pertanto, acquistare di stagione serve anche a godere appieno dei piaceri del palato e ad aiutare l’organismo con la maggiore quantità di vitamine e minerali presenti nei cibi.

3. Sono più sostenibili per l’ambiente (e per il portafogli)

Prediligere una dieta su base stagionale fa bene anche alla natura. La scelta di rispettare le stagioni è ecologica su più livelli: basti pensare che per avere melanzane, zucchine e peperoni sulle tavole invernali sono richiesti più trasporti, più energia, più pesticidi e, ovviamente, anche più soldi. Infatti, gli alimenti prodotti nelle serre riscaldate arrivano nel frigorifero di casa solo dopo aver inquinato il terreno per il gran numero di residui chimici, dopo aver percorso chilometri e chilometri stivati chissà come (magari subendo movimenti bruschi e continui sbalzi di temperatura), dopo esser stati parcheggiati per non si sa quanto tempo nelle celle e poi, non meno importante, dopo averti fatto spendere anche il doppio rispetto ad un acquisto fatto nella giusta stagione.

(Teresa Ceglia)

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