23 marzo 2022

Guerra, il Papa arriva in ospedale per fare visita ai piccini fuggiti dalle bombe

Una visita a sorpresa di Papa Francesco per i piccoli ricoverati al Bambino Gesù. È successo sabato 19 marzo, poco dopo le 16, nella sede del Gianicolo. Santo Padre ha voluto in particolare incontrare i bambini ucraini ricoverati all’Ospedale Bambino Gesù di Roma, arrivati negli ultimi giorni dopo essere scappati dalla guerra. Ad accogliere il Papa la presidente Mariella Enoc, il Direttore sanitario Massimiliano Raponi, il direttore del Dipartimento di Oncoematologia Franco Locatelli, il direttore del Dipartimento di Emergenza e Pediatria Generale Alberto Villani e il responsabile dell’Unità di Chirurgia plastica e maxillo-facciale Mario Zama.

Nel dettaglio il Papa ha visitato il secondo piano del reparto di Pediatria (nel padiglione Giovanni Paolo II), in cui sono ricoverati 41 bambini e bambine, di cui 12 ucraini: 6 pazienti oncologici, 2 neurologici e 4 con ferite da guerra.  Nella sede del Gianicolo sono ricoverati altri 6 bambini ucraini arrivati dall'inizio della guerra: 3 pazienti con Covid, ricoverati nel reparto di Degenze protette; Uno in cardiologia, uno in Neurochirurgia e Uno in Neonatologia. Un bambino dell’Ucraina è ricoverato attualmente anche nella sede di Palidoro, in Area intensiva.

In totale sono 19 i pazienti ucraini attualmente ricoverati, su un totale complessivo di 50 bambini presi in carico dall'inizio della guerra. Le carezze del Santo Padre ai bambini, lo sguardo paterno nei confronti delle mamme e dei genitori, l'affetto e la gratitudine nei confronti del personale sanitario hanno caratterizzato la visita a sorpresa di Papa Francesco. 

"Il Papa è venuto perché ama moltissimo i bambini, vuole stargli vicino, è venuto nel suo ospedale a trovarli perché è forse la sofferenza che più lo turba in questo momento – ha detto la presidente Mariella Enoc –. Il Santo Padre ha ascoltato le storie dei pazienti ed è rimasto attonito di fronte alle sofferenze di questi bambini. Sorrideva, li accarezzava, ma senza parole, li guardava come se volesse prendere quel dolore su di sé. Poi ha ringraziato i medici, gli infermieri e tutto l'ospedale per la cura e l'accoglienza di questi bambini e delle loro famiglie".

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