15 marzo 2022

Fine dello stato di emergenza, dal 31 marzo cambiano le regole dello smart working

Con la fine dello stato d’emergenza fissata per il 31 marzo, cambiano anche le misure relative al lavoro agile, tuttavia, per un insieme di cause quali: pandemia ancora in corso, aumento incredibile dei costi di benzina, svolta green da parte di molte aziende che hanno deciso di dimezzare i trasporti, aumento di produttività da parte di molti dipendenti e alleggerimento degli organici in sede, la pratica dello smart working continuerà a perdurare nel nostro scenario nazionale. Nonostante il ritorno alla normale legislazione, il governo ha deciso di continuare a stimolare questa tipologia di impiego snellendo l’iter burocratico per le aziende.

Dal primo aprile infatti per le aziende basterà segnalare al ministero del lavoro il periodo in cui si beneficia del lavoro agile ed ovviamente l’anagrafica del dipendente. Secondo uno studio de Il Sole 24 ore a discapito di quanto stabilito dalla legge 81 del 2007 che regola il rapporto tra lavoratori e aziende, anche a causa dell’imprevedibilità della pandemia che ha portato a lavorare da casa tra i 5 e gli 8 milioni di italiani, un terzo di quelli abitualmente impegnati, più di un terzo degli utenti in Smart Working ha operato da casa su una base di rapporto fiduciario e non seguendo le normative. Lo snellimento della procedura servirà a far si che tutte le aziende possano comunicare con il ministero con una procedura standard che non andrà a rendere necessaria la trasmissione degli accordi con i singoli dipendenti.

(Giuseppe Giuliano)

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