21 gennaio 2022

Dopo trent'anni c'è l'accordo collettivo nazionale per la medicina fiscale

"Dopo trent'anni, finalmente è stato raggiunto un accordo tra i sindacati e l'INPS per medici fiscali. L'epilogo è arrivato  dopo decreti, leggi e false partenze: finalmente, dopo molti anni di lotte, sono stati  riconosciuti i  diritti alla categoria!", così Piera Mattioli, Responsabile Nazionale per i medici fiscali del Sindacato Medici Italiani, sull'Accordo Collettivo Nazionale per la medicina fiscale. "Per trent'anni siamo stati dei precari della medicina, senza tutele, senza nessun  riconoscimento, con i compensi legati alle visite fiscali effettuate. L'accordo prevede l'istaurazione della convenzione tra la categoria e la parte pubblica. I medici fiscali erano gli unici  professionisti della medicina a non avere una convenzione; questo rappresentava una grossa anomalia nei rapporti contrattuali. L'accordo stabilisce, inoltre, un punto fermo sulle incompatibilità, garantisce le tutele sindacali, il diritto di sciopero, la previdenza Enpam, assicurazioni infortuni, le ferie e la malattia".

"In questi giorni abbiamo volto un  nostro pensiero ai tutti i medici fiscali del nostro Paese che in questi anni, dal 1983, sono riusciti con il loro ruolo di deterrenza e d'impegno sul territorio, a ridurre  prima e tenere sotto controllo poi un assenteismo da lavoro che aveva raggiunto record storici, per riportarlo in linea con i valori degli altri paesi europei. Siamo certi che  la convenzione  possa entrare in vigore al più presto e che da oggi si possa stabilire con l' INPS  un rapporto di stabile collaborazione. Vorremmo ringraziare tutti gli attori di questa complessa vicenda a partire dai colleghi medici, ai sindacati della categoria, fino alla dirigenza INPS" conclude Mattioli.

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