08 gennaio 2022

Tumore prostatico, in Italia è la seconda causa di Neoplasia: ecco come sono cambiate le terapie mediche

Il tumore prostatico in Italia è la seconda causa di neoplasia dopo il tumore mammario e 564.000 sono le persone in vita dopo aver ricevuto una diagnosi, con 36.000 i nuovi casi nel 2020. A snocciolare i dati di una neoplasia evidentemente in forte crescita è il professor Gaetano Facchini, direttore dell'Unità operativa complessa di Oncologia dell'ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, della ASL Napoli 2 Nord. Di questi dati, ma soprattutto dei grandissimi cambiamenti in atto per quanto riguarda terapie mediche, chirurgia e radioterapia, si discuterà nel corso di uno degli appuntamenti più attesi dell'anno dagli addetti ai lavori: il meeting "Prostate Cancer Update 2021", organizzato proprio dall'Unità operativa di Facchini, presso Centro Congressi Hotel degli Dei, Pozzuoli.

«La ricerca clinica associata alla migliore organizzazione dei percorsi assistenziali - spiega l'oncologo - rappresenta uno dei principali obiettivi della nostra U.O.C. di Oncologia. Oggi abbiamo oltre 14 trial clinici internazionali in corso, in particolare sui tumori della prostata e della vescica che proiettano la nostra struttura di oncologia tra le migliori in Italia». Un reparto, quello diretto da Facchini, che nell'ultimo anno ha raggiunto volumi veramente importanti: 24.000 triage Covid, oltre 2.200 valutazioni di pazienti avviati a trattamento chemioterapico, immunoterapico e target therapy e impianto di oltre 300 accessi venosi centrali. Il meeting conclude un anno di intensa attività scientifica che ha prodotto la realizzazione di 10 eventi formativi ECM in ambito oncologico e la pubblicazione di oltre 20 lavori su riviste scientifiche internazionali ad alto impact factor. Tra i vari studi che vedono coinvolta anche l'Unità operativa guidata da Gaetano Facchini, che da poco ha anche ottenuto la certificazione ISO-9001:2015 per la qualità dei propri servizi assistenziali e di ricerca clinica, ce ne sono alcuni che potrebbero veramente cambiare la vita di moltissimi pazienti.

È il caso, ad esempio, dello studio AMPLITUDE che, spiega l'oncologo, «sta valutando la combinazione della terapia ormonale più nuovi agenti ormonali e nuove molecole in pazienti con particolari mutazioni genetiche nella fase metastatica ormono-sensibile. Questo studio deriva da ricerche precedenti che hanno dimostrato come alcune molecole target funzionino molto bene in pazienti con determinate mutazioni. Grazie alla sperimentazione sarà possibile verificare l'efficacia di questa nuova combinazione, ma anche valutarne la tossicità, la tolleranza e l'impatto sulla qualità di vita dei pazienti». Non meno importanti sono gli studi "MK3475-641" e "IMP4297-302". Nomi un po' complessi, dietro i quali si celano prospettive entusiasmanti.

Condividi su:



SEGUICI SU:



ADS:




Articoli Correlati