11 novembre 2021

Eutanasia, Pro Vita: "ci sono alcune realtà politiche che stanno cercando di imporre in Italia una paradossale priorità"

"Siamo sicuramente in un momento storico in cui stiamo vivendo una pandemia che miete molte vittime. La società sta cercando di salvare ogni singola vita possibile, tutti noi ci stiamo impegnando affinché ogni vita possa essere salvata e possa essere strappata da questa pandemia. Nel frattempo ci sono alcune realtà politiche che stanno cercando di imporre in Italia una paradossale priorità, che è quella dell'eutanasia". Lo ha detto il vice presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, Jacopo Coghe, aprendo i lavori del webinar dal titolo 'Eutanasia e suicidio assistito: alleviare o sopprimere? Restiamo umani!'.

Coghe ha proseguito: "Mi faceva riflettere un editoriale di qualche settimana fa del direttore de 'La verità', Belpietro, che analizzava il paradosso che proprio mentre si cerca di salvare vite, e c'erano file ai gazebo per fare il vaccino anti Covid, accanto c'erano altre file per firmare il referendum per l'eutanasia. Come se ci fossero due contrapposizioni: mentre si cerca di salvare la vita, c'è qualcuno che chiede il cosiddetto diritto a morire". Ricordando che pochi giorni fa in Nuova Zelanda è stata approvata l'eutanasia, il vice presidente di Pro Vita & Famiglia onlus ha spiegato che "in Italia, nel silenzio più totale, perché nessuno ne parla, si sta portando avanti un disegno di legge alla Camera dei Deputati sul suicidio assistito e qualche settimana fa i Radicali e l"Associazione Luca Coscioni hanno consegnato le firme per il referendum sull'eutanasia". Nel corso del proprio intervento, Coghe ha poi affermato che "l'eutanasia è sicuramente un tema sensibile, perché la sofferenza fa paura a tutti. Talvolta c'è la tentazione di considerare la morte anche come l'unica soluzione in determinate circostanze o, almeno, come la soluzione preferibile. Tuttavia noi crediamo che l'eutanasia sia sia solamente una soluzione apparente e, come associazione, come Pro Vita onlus richiediamo, ci battiamo per questo, perchè è una risposta irricevibile, sia per ragioni etiche, sia per ragioni di conseguenze incalcolabili che potrebbe avere sul tessuto sociale e sul ruolo della medicina nella cura dei sofferenti".

L'esponente di Pro Vita & Famiglia onlus ha poi aggiunto che "proprio per questo, nelle ultime settimane, abbiamo lanciato una campagna di affissione su Roma e nelle principali città, dove ponevamo una domanda, con un'affermazione contenente una domanda implicita. Forse dovremmo pensare ad eliminare la sofferenza e sforzarci per eliminare la sofferenza e non eliminare la persona sofferente". Coghe ha infine sottolineato che "abbiamo lanciato anche per questo una petizione sul sito www.noeutanasialegale.it, proprio per far sentire la nostra voce. Una volta arrivati a 50mila, 100mila firme consegneremo la petizione ai politici che stanno trattando questi temi. Abbiamo poi fornito a tutti i parlamentari un piccolo libricino per informarli su quelli che sono i rischi, secondo noi, di questa proposta di legge", ha concluso.

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