25 ottobre 2021

N'SeaYet. A Napoli tra campagne e manifestazioni in difesa dell'ambiente

Continua il nostro viaggio alla scoperta delle associazioni che operano sul territorio di Napoli. Oggi tratteremo il tema ambientale approfondendo la realtà “N’Sea Yet”,  un gruppo di giovane formazione, inizio 2020, ma con molte storie da raccontare. “N’Sea Yet si basa sull’assioma che vede l’individuo come parte integrante della natura e rifiuta la concezione secondo cui quest’ultima sia al servizio dell’uomo”- ci dice Francesca Maleti, responsabile eventi dell’associazione- “ nel pratico la nostra azione si concentra nell’organizzare giornate e manifestazioni con il fine di promuovere un’economia circolare e trasmettere un’educazione ambientale, soprattutto ai più piccoli.”

Un’azione diretta e diversificata. Alle giornate, come “ la caccia alla plastica” o “Yet Mask”, un evento fatto lo scorso Maggio per mostrare alle persone i danni provocati dall’errato smaltimento delle mascherine, si affiancano campagne durature. “Attualmente N’Sea Yet sta portando avanti tre progetti: #prenditre, #prendilacqua e #pianta3.”- Ci spiega Francesca- #prendi3 è nato in Australia ed è stato  importato in Italia dal nostro presidente Dario Catania. Consiste in un uso dei social coscienzioso e utile per l’ambiente. In pratica chiunque deve raccogliere tre rifiuti in plastica, fare una foto e postarla con l’hashtag di cui prima. #prendilacqua è un’iniziativa di comune accordo con i bar aderenti. Attraverso l’esposizione del nostro simbolo le attività comunicano ai clienti che in quel luogo è possibile riempire la propria borraccia. #pianta3 è la campagna più giovane. Chi ne prende parte deve piantare tre piante, va bene qualsiasi posto della città. Tutte rappresentano azioni semplici che, però, se replicate su larga scala potrebbero fare la differenza sulla questione ambientale.”

N’sea Yet, ad oggi, conta 40 collaboratori, tra soci attivi e volontari, che impiegano il proprio tempo libero al servizio della natura e della collettività. Purtroppo, come spesso capita, l’appoggio da parte delle istituzioni è carente. Come ci segnala la responsabile Maleti: “Noi viviamo attraverso il crownfunding e le donazioni. Abbiamo provato a chiedere al comune un posto, anche abbandonato e da ripristinare, da utilizzare come nostra sede ma ad oggi tutto tace. L’unica collaborazione che siamo riusciti ad avviare riguarda il frutteto di Parco Viviani in zona Vomero. Abbiamo ottenuto la gestione di questo luogo fino a febbraio 2022. La nostra intenzione è quella di metterlo al servizio della comunità, dando ai cittadini la possibilità di accedervi h24 e di consumare i frutti di questi meravigliosi alberi. Tuttavia il nostro lavoro è stato interrotto da un atto vandalico da parte di un gruppo di ragazzini e per tanto la conclusione del progetto è slittata, ma a breve ce la faremo.”

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