22 ottobre 2021

Sud America, gli ippopotami di Pablo Escobar: tra mito e leggenda

Il Sud America regala sempre e comunque storie incredibili, spesso e volentieri al limite dell’irreale. Irreale è la indubbiamente la vita di Pablo Escobar il narcotrafficante che negli anni 80 e 90 del secolo scorso cambiò completamente la vita della Colombia, rendendolo di fatto uno stato dedito alla violenza di ogni genere. Non sta a noi descrivere quegli anni, ma nei bizzarri comportamenti del criminale, vittima di incredibili e ossessive manie di grandezza, non può non essere ricordata la tenuta Napoles, la sua dimora. In questa sconfinata riserva, fece arrivare animali da ogni parte del mondo, al momento della sua morte erano infatti presenti Elefanti, Zebre, Giraffe, Canguri, Cammelli, Fenicotteri e chi più ne ha più ne metta.

Molti animali purtroppo perirono in quei momenti concitati i confusione e abbandono ed altri vennero ricollocati nei vari zoo del paese, tranne gli ippopotami. Presenti nel numero di 4, un maschio e tre femmine, nessuno era interessato ad averli ed anche il trasferimento in Africa risultò impossibile, in pieno stile sud americano si decise di lasciarli liberi e il destino avrebbe deciso per la loro morte o sopravvivenza. Il destino però volle che dopo una leggera peregrinazione, nei pressi del fiume Maddalena, la piccola colonia trovò il proprio habitat ideale non solo per sopravvivere quanto per riprodursi. I quattro membri originali sono diventati un numero compreso tra gli 80 e i 120, con una tendenza a divenire 1500 entro il 2035, in quanto oltre all’ambiente ideale lì in Colombia non ci sono i predatori naturali come in Africa e quindi riescono a crescere in numero esponenziale.

Tutto bellissimo per noi amanti della natura, ma c’è sempre un ma che va a rovinare anche la singola cosa positiva fatta da Escobar; Gli ippopotami sono una specie aliena al territorio e non solo la loro dieta sta mettendo in crisi i delicati equilibri dell’habitat, ma le loro feci stanno alterando il fiume con effetti nefasti sui pesci e su tutto quanto sia collegato. La presenza degli animali crea però uno straordinario impulso turistico sulla zona, quindi gli abitanti si sono tutti trasformati in attivisti animalisti andando contro qualsiasi tentativo di soppressione da parte delle forze statali e aggiungiamo giustamente. Fortunatamente sembrerebbe esser stata trovata una strada umana e che accontenta tutti: Da mesi è in corso una task force di tecnici e veterinari che armati di speciali fucili sparano dardi forniti di contraccettivi, utili in questo modo a sterilizzare gli animali e fermare l’alto processo riproduttivo senza fare del male.

(Giuseppe Giuliano)

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