20 settembre 2021

Grindadrap, l'incredibile mattanza di delfini: una tradizione che prosegue da anni

Domenica 12 settembre, una terribile esecuzione si è tenuta presso le Isole Far Oer, arcipelago indipendente ma sotto la giurisdizione del Regno di Danimarca. In questo staterello posto tra la Gran Bretagna e l’Islanda, i cinquantamila abitanti difficilmente riescono a slacciarsi dalle antiche tradizioni e una delle più crude e anacronistiche è la “Grindadrap” la caccia alle balene che coinvolge nell’orrore anche altri cetacei. La tradizione trae origine dai Norreni, per i quali le balene erano all’epoca fonte di sostentamento ed economia, a distanza di secoli si è però tramutato il tutto in una gigantesca opera “ricreativa”, le virgolette sono d’obbligo in quanto non ci troviamo nulla di ricreativo in questa terribile usanza.

Il giorno, quest’anno è caduto il 12 settembre, è considerato una sorta di festa nazionale, le scuole sono chiuse e i bambini vengono portati in spiaggia ad assistere a questo truce spettacolo, lo stesso termine Grindadrap deriva dalle parole Grind ( branco di balene) e Drap ( uccisione) e consta in due momenti, nel primo i pescatori a bordo delle loro imbarcazioni poco più in là della costa, cacciano le balene ed i cetacei in genere, spingendoli verso la spiaggia dove però trovano ad attenderli gli altri membri del clan che impugnando i “monustingari” lunghi tubi di ferro appuntiti, colpiscono le creature fino ad ucciderle. La scena assume contorni macabri, il mare diventa una gigantesca pozza di sangue e i corpi degli animali vengono distesi lungo la spiaggia come trofei.

Oltre alle balene, che per onor di cronaca contribuiscono ancora all’alimentazione degli abitanti delle isole, i più vecchi continuano a conservarne sotto sale le carni, nella mattanza vengono anche coinvolti alcuni delfini e se negli anni passati erano poche decine, quest’anno si è raggiunto l’incredibile numero di 1500 esemplari uccisi per diletto. L’associazione Sea Shepherd, una no profit che si batte per la salvaguardia della fauna ittica, si oppone a più riprese al prosieguo di questa barbarie tollerata dalle autorità, sostenere l’associazione è il miglior strumento per aiutare i cetacei.

(Giuseppe Giuliano - Rcs Salute)

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