15 settembre 2021

Terza Dose vaccini: braccio di ferro tra Oms e governi nazionali

Continua il braccio di ferro tra I paesi industrializzati e l’Oms. Nelle scorse settimane numerosi stati, tra cui l’Italia, hanno annunciato che procederanno alla somministrazione della terza dose a partire da settembre. Le inoculazioni interesseranno inzialmente le categorie fragili ed i soggetti a rischio. Finita la prima trance si deciderà come procedere con le altre fasce di popolazioni. La scelta dei governi è stata però fortemente osteggiata dall’Oms. Il principale organo sanitario globale, nella figura di Oumya Swaminathan, chief scientist dell’Oms ha apertamente criticato le politiche vaccinali del mondo occidentale: “Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei Paesi ricchi, perché non aiuterà a rallentare la pandemia. Ci sono abbastanza vaccini per tutti, ma non stanno andando nel posto giusto al momento giusto”.

Da diversi mesi, la stessa Oms, sta sottolineando che la cattiva gestione della campagna vaccinale a livello internazionale potrebbe portare all’insorgere di varianti. Il continente a destare maggior preoccupazione, al momento, sembra essere quello africano. Nazioni come il Ciad ed il Burkina Faso registrano una percentuale di popolazione con almeno una dose vicinissima allo zero. Anche l’europa, però, non brilla per somministrazioni. Il divario vaccinale risulta essere netto, così, mentre la parte ovest viaggia con percentuali superiore al 60% del totale dei cittadini, quella est oscilla tra il 15 e il 20%. Tutti questi dati, però, sembrano non scoraggiare la politica vaccinale dei paesi industrializzati. Non resta che sperare che l’ingordigia degli stati ricchi non porti ad un disastro sanitario e che la situazione pandemica possa risolversi nel migliore dei modi. Resta purtroppo da registrare che l’altruismo, preannunciato dai vari presidenti nazionali durante il lockdown, non si è tramutato in realtà.

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