26 luglio 2021

Ricerca: Italia fanalino di coda. Next Generation Eu occasione di rilancio secondo Ricciardi

Ancora una volta non giungono buone notizie dal fronte “ricerca scientifica” in Italia. A lanciare l’allarme, questa volta, è Walter Ricciardi, direttore scientifico di Ics Maugeri e consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza. Questi ha così analizzato la condizione italiana in tale settore: " l'Italia è in ritardo sia dal punto di vista della ricerca pubblica, sia della ricerca privata. Nel pubblico è il fanalino di coda, non solo tra i grandi paesi ma anche tra i medio-piccoli, investendo solo l'1,2% del prodotto interno lordo. Nel privato si investe la metà rispetto agli altri grandi Paesi”. Le carenze, evidenziate dall’emergenza Covid-19 con gli enormi ritardi accomulati dal vaccino “italiano”, sono il frutto di anni di tagli dei finanziamenti al settore scientifico apportati da schieramenti politici eterogenei. Bisogna, infatti, ricordare che i ricercatori, nel nostro paese, sono tra le categorie che presentano il maggior tasso di precariato e che principalmente sono investite dal fenomeno della “fuga dei cervelli”. La mancanza di un piano a lungo termine che, stimolando la cooperazione tra pubblico e privato, possa iscrivere l’Italia tra i paesi fautori di innovazioni, desta più di qualche preoccupazione.

Ad evidenziare l’importanza di questo periodo storico è, però, lo stesso Ricciardi. Quest’ultimo, nel corso dello stesso intervento, ha sottolineato che: “i soldi che saranno garantiti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e in generale dal Next Generation Eu, permetteranno all’Italia di colmare il Gap rispetto alle nazioni leader. Sarà, però, necessario investirli in maniera accurata, evitando sprechi”. Quella di Ricciardi è , quindi, l’ennesima voce autorevole nel campo scientifico che richiama la politica nazionale a non soffermarsi solo sugli slogan, ma intervenire in maniera mirata e sfruttare l’occasione dei fondi europea, più unica che rara visti i trascorsi storici, per poter potenziare il settore della ricerca ed il sistema sanitario nazionale, oggi in affanno più che mai.

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