24 giugno 2021

EX-Ilva; studio rivela rischio autismo, ansia e depressione nei bambini dei quartieri adiacenti.

Ancore cattive notizie da Taranto. Un gruppo di studiosi ha pubblicato, sulla rivista specializzata Nature, i risultati di una ricerca condotta su 300 bambini, dai 6 agli 11 anni, residenti nei quartieri adiacenti all’ex-Ilva. Dallo studio emergono nuovi pericoli per la salute dei giovani cittadini del capoluogo pugliese.  Nei campioni di urine e sangue esaminati sono stati riscontrate preoccupanti quantità di Arsenico e di Piombo. Oltre ai già conosciuti rischi per la salute correlati a queste sostanze, la ricerca ha dimostrato che l’interazione tra esse aumenta la possibilità di incorrrere in problemi quali autismo, disturbi del comportamento, ansia e depressione. I danni si rivelerebbero anche sul quoziente intellettivo dei ragazzi, i quali, rispetto ai coetanei residenti in altri quartieri, fanno registrare valori peggiori.

Lo studio è stato presentato  in un momento già molto delicato per il futuro della città.  Da mesi, infatti, rimbalza la notizia di una possibile chiusura dei reparti a caldo della fabbrica, già bollata come –inevitabile- dal governatore Emiliano lo scorso gennaio. Al tempo stesso, però, trapelano voci che registrerebbero il possibile intervento del governo, con l’ennesimo decreto salva-Ilva, a posticipare questo blocco.

Le varie associazioni di cittadini, interessati in prima persona dalla situazione, hanno pubblicato un comunicato congiunto in cui si dichiara l’intenzione di rivolgersi alla corte delle nazioni unite sui diritti del bambino sottoponendo i risultati dello studio, qualora i ministri Speranza e Cingolani non  garantiscano il non-intervento ministeriale a tutela della fabbrica.  Anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, in una dichiarazione rilasciata quasta mattina al Corriere del Mezzogiorno, ha chiesto al governo un’azione decisa per pianificare la chiusura dell’area a caldo del'industria  e una precisa valutazione dei danni sanitari causati, in modo da procedere con le bonifiche e gli screening necessari. Il rapporto tra l’ecomostro Ilva e la città di Taranto si arricchisce, dunque, di un nuovo capitolo, ma, la mancanza di piani gestionali a lungo termine, lascia presagire che non sarà l'ultimo.

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