18 giugno 2021

Si sciolgono i ghiacciai e alle navi si apre la Rotta Artica: ecco cosa sta accadendo

Nella mente di tutti è ancora ben presente l’immagine della nave cargo che lo scorso Marzo bloccò per giorni il canale di Suez e di conseguenza il traffico merci internazionale. Il Canale di Suez è stato il completamento di un sogno che prese a materializzarsi già ai tempi dell’antico Egitto, nel 1799 con la completa scoperta del pianeta, Napoleone Bonaparte all’epoca della sua campagna all’ombra delle Piramidi prese a studiare nuovamente l’idea della formazione del canale, progetto che rivisitato tenne banco negli anni seguenti, fino alla sua completa realizzazione nel 1869. Essendo navale il transito di buona parte dei trasporti merci mondiali, i numeri del canale ci fanno comprende con efficacia la sua importanza nello scenario socioeconomico.

Per dare freddi numeri, son circa 80 le navi che lo attraversano ogni giorno, 18000 ogni anno, numeri che arrivano a sfiorare l’8% del traffico mondiale marittimo. L’attraversamento del canale dura circa 15 ore, un tempo infinitesimo rispetto a quello necessario a trasportare via terra le merci ed in virtù della sua importanza è organizzato dall’Egitto in maniera maniacale facendo si che problemi come quello summenzionato facciano notizia per quanto rari. Inutile dire che Il Cairo grazie a questo passaggio ottiene enormi benefici economici e strategici.

Tornando più indietro di qualche settimana lo scorso Febbraio abbiamo avuto un evento di notevole importanza, è giunta nel porto cinese di Jiangsu una nave cisterna proveniente dalla Siberia, notizia di poco conto in ambito socio economico ma interessantissima se si conta il periodo in cui questo è avvenuto. La rotta seguita dall’imbarcazione viene battuta unicamente nel periodo tra giugno e novembre in quanto ghiacciata negli altri mesi, cosa che però avviene in maniera sempre minore permettendo ad una  nave trasportante gas, rinforzata nel suo scafo di poter fare l’intera rotta senza problemi.

Il Mar Glaciale Artico è una delle zone maggiormente colpite dal riscaldamento globale e secondo le attuali previsioni entro il 2040 la rotta artica sarà accessibile a tutte le navi senza problemi eccessivi. A fronte dell’enorme transito del canale Egiziano, ad oggi il transito al nord è bassissimo, ma la sua accelerazione è impressionante, in particolare sulla spinta della Russia per l’importante risalto che avrebbe tutto il suo immenso territorio costiero su questo tratto di mare. Anche i floridissimi porti tedeschi e olandesi sono notevolmente interessati a questo aspetto, se ad esempio l’attuale rotta per andare da Rotterdam a Shangai implica l’ingresso da Gibilterra nel Mediterraneo per poi attraversare il canale, con la rotta a Nord Est si compie un giro inferiore, risparmiando una settimana di navigazione, praticamente un abbattimento dei costi del 20%.

(Giuseppe Giuliano - Rcs Salute)

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