20 giugno 2021

Storia della funicolare di Capri, un viaggio tra cultura e storia

Nel nostro viaggio tra gli impianti di risaliti della regione, non possiamo che sostare presso il luogo celebre per il Jet Set. La perla del Golfo di Napoli, riesce a rendere iconico tutto ciò che la caratterizza, creando miti e tendenze di continuo, per quel che concerne i trasporti panoramici può contare su ben due impianti: funicolare e seggiovia. Da Marina Grande, il principale approdo dell’isola, fino alla celeberrima Piazzetta conosciuta in tutto il mondo, si sviluppa il tragitto della funicolare, due sole fermate che trasportano immediatamente il visitatore dall’arrivo al centro di tutto. All’inizio del secolo scorso, quando il turismo era ancora un lontanissimo miraggio, il modo di raggiungere Marina Grande da Capri e viceversa era unicamente a piedi con l’aggiunta del dorso di mulo per alcuni tratti.

L’ingegner Gioacchino Luigi Mellucci, studiò il metodo a cavò che venne messo in funzione nel 1905 ed ufficialmente inaugurato solo due anni più tardi. Sin da subito il giovò ai residenti che con l’ausilio del trasporto meccanico poterono migliorare di gran lunga il loro stile di vita. Nel dopoguerra venne a formarsi il turismo dei VIP quello che trasformò un pezzo di paradiso in un fenomeno mediatico globale. La funicolare ( ammodernata a più riprese) divenne parte integrante dello scenario, persino il Bar Funicolare venne eretto ed è tuttora punto di ritrovo degli habituè dell’isola.

Spostandosi verso Anacapri prende il via un nuovo percorso estremamente suggestivo, nei magici anni 50, l’ingegner Uliscia dopo aver visitato la cima del Monte Solaro, decise che quella meraviglia non poteva essere abbandonata e non fruita da tutti. Con l’audacia degli anni in cui tutto si poteva sognare, decise di far si che tramite una seggiovia da Anacapri si potesse raggiungere la sommità. Tredici minuti d’ascesa regalano ancora oggi uno scenario incredibile, la vista si perde in porzioni di paradiso che possono raggiungere persino la Calabria e il Lazio durante un tragitto di tredici minuti. Nonostante le varie lavorazioni ed accorgimenti fatti negli anni, le sedute sono ancora dei fantastici sediolini singoli, rigorosamente in legno. Sulla cima del monte ci si può concentrare su un tipo di vacanza diversa da quella glamour tra la piazzetta e e i faraglioni ma egualmente interessante e struggente nella sua bellezza.

(Giuseppe Giuliano - Rcs Salute)

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