04 giugno 2021

Sri Lanka, il peggior naufragio di sempre: rischio disastro ambientale, fuoriuscita di tonnellate di petrolio dall’imbarcazione

Fino al secolo scorso chiamata Ceylon, oggi con il nome di Sri Lanka a meridione dell’india sorge un isola la cui struggente bellezza ha da sempre affascinato viaggiatori e locali. Il suo attuale nome si traduce con isola della bellezza, mentre secondo le antiche leggende è proprio li che si trova il paradiso terrestre. Un paese lungamente devastato dalla guerra civile, motivo che ha costretto tantissimi suoi abitanti ad emigrare, in molti sono anche qui in Italia, ha però trovato nell’ultimo decennio un rapido sviluppo in particolar modo favorito dal turismo, che lo ha portato ad essere una meta ambitissima.

La sua posizione è però favorevolissima per le rotte commerciali e proprio lunga una di queste, si sta consumando una tragedia ambientale senza proporzioni. La Mv X Press, un cargo mercantile battente bandiera di Singapore, in circostanze ancora da chiarire, in questi giorni ha preso fuoco. A nulla è valso il tentativo dell’equipaggio di domare le fiamme, i tecnici e i marinai sono stati costretti ad evacuare e mettersi in salvo; sorte che non è toccata al contenuto del cargo, pieno di prodotti industriali ed altamente inquinanti. Erano più di mille i container a bordo, carichi di microplstiche e prodotti velenosi come il temibile acido nitrico che era stipato in ben 25 tonnellate.

Al momento dell’esplosione e dell’incendio, la nave si trovava a soli 18 km dalla città di Colombo, in attesa di attraccare, questo ha portato all’invasione dei rifiuti lungo le coste di Negombo, dove sono ubicate alcune tra le spiagge più belle e incontaminate del paese. Sulla sabbia sono già presenti detriti di ogni genere e petrolio, i vertici del paese avevano anche vagliato la possibilità di trainare la nave al largo e ridurre in questo modo l’inquinamento costiero, ma tutto si è rivelato inutile; il cargo ha preso a inabissarsi e oltre al tremendo danno già causato è in corso la totale  fuoriuscita di carburante verso le acque costiere, la marea nera che non perdona.

Al momento le spiagge sono state inibite alle attività di balneazione, la pesca è stata sospesa a tempo indeterminato e migliaia di pescherecci e soldati sono impegnati nel tentativo di ripulire la costa e salvare il salvabile. Considerando che i principali settori produttivi della zona sono proprio pesca e turismo, si prospetta un periodo davvero duro per il paese oltre all’incredibile danno ambientale. Quanto accaduto deve fare riflettere ancora una volta sulla pericolosità di questo tipo di trasporti e di come sia opportuno, se proprio è necessario farli, muoversi in totale sicurezza.

(Giuseppe Giuliano - Rcs Salute)

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