21 maggio 2021

Wwf: SOS leoni, al mondo solo 20 mila esemplari in natura

Da sempre considerato simbolo di forza, considerato anche il Re degli animali nell’immaginario popolare, visti i dati raccolti non possiamo che attribuire al Leone il grado di animale debole. E’ strano definire debole quello che dopo la Tigre è il più grande felino, con un peso che nel maschio adulto arriva a superare i 250 Kg, eppure è così. 

Quella che in natura è conosciuta come Pantera Leo, è una specie che ha quasi due milioni di anni e si diffusero ovunque molto rapidamente ( per quanto rapidamente possiamo considerare le migliaia di anni). Se a diecimila anni fa possiamo considerare la loro dipartite dalle terre del nord, fino ai primi secoli dopo cristo era ancora possibile trovarne esemplari in tutte Europa, per poi andare a scemare lentamente ovunque anche per la grande diffusione delle armi da fuoco.

Sul finire del secolo scorso anche in molte zone dell’Africa è avvenuta la scomparsa della specie, anche e soprattutto per la Caccia, ancora oggi numerosi scellerati si divertono ad uccidere animali definendo questo uno sport. Tranne una piccola enclave in India, la maggior parte dei leoni vive oggi nelle riserve naturali in africa subsahariana ma anche qui se negli anni 90 il numero era attorno ai centomila esemplari, oggi non si riescono a superare le ventimila unità, con numeri ottimistici. 

L’uomo è il vero nemico del leone, come di tutte le altre specie, se infatti prima la lotta con il felino avveniva per salvaguardia, ora oltre il bracconaggio è la distruzione dell’habitat a mettere a repentaglio la sopravvivenza della specie. Il leone è in cima alla catena alimentare, cosa che se nei secoli addietro lo favoriva, oggi è un pesante fardello, per sopravvivere ha bisogno di territori ampi e incontaminati con le prede che riescono a mantenersi in numeri stabili e con una sorta di stasi ecologica.

Con l’aumento demografico del continente africano, questi territori vengono costantemente sottratti alla natura e impiegati in attività antropica, trasformandoli in allevamenti e piantagioni. In questo modo c’è una diminuzione delle prede canoniche dei felini ed un avvicinamento continuo all’essere umano che ovviamente lo combatte con le tattiche moderne. Il bracconaggio è un problema secondario, in quest’epoca, ma ugualmente problematico in quanto i trofei di caccia di una specie in via d’estinzione valgono tantissimo e viene di conseguenza cacciato senza regole. 

A complicare ulteriormente la situazione ha contribuito il Covid19, infatti a causa della pandemia si sono avuti due problemi, il primo dato dalla mancanza di personale e quindi di sicurezza e tutela delle aree, il secondo di mera natura economica, mancando visitatori in nazioni non certo prospere sono venuti meno i fondi necessari per la cura delle aree protette.

Per far fronte all’emergenza il WWF ha lancio un progetto “Sos Leone” una raccolta fondi con la possibilità di aiutare economicamente un piano che punta entro il 2050 a raddoppiare il numero di leoni in natura, fino al 23 maggio si può contribuire con un SMS al 45585 e aiutare il forte predatore diventato così debole.

(Giuseppe Giuliano - Rcs Salute) 

 

Condividi su:



Articoli Correlati