17 maggio 2021

Otosclerosi, una malattia dell'osso della capsula otica: un disturbo diffuso

L'otosclerosi è una fissazione della catena ossiculare una calcificazione delle ossa dell'erecchio che va a comprendere la staffa con la riduzione progressiva della sua mobilità. La staffa dunque è l'artefice finale dell'amplificazione del suono che meccanicamente viene tramesso all'orecchio più interno composto da liquidi e da ricettori neurologici. L'insorgenza di questa patologia otologica è molto diffusa e se prima erroneamaente si pensava che fosse maggiormente diffuso nelle donne, oggi da ulteriori studi si è evidenziato un'incidenza trasversale in entrambi i sessi collocando la comparsa nella fascia d'età che va dai 20 ai 40 anni con un 70- 80% dei casi  bilaterale.

Passi importanti in questo senso sono stati fatti, se solo nel 2007 si avevano in possesso studi di un certo valore, ma ancora empirici i quali davano per scontato come risoluzione del problema l'operazione chirurgica e il falso mito dell'incidenza femminile. Quindi è la crescita incontrollata dell'osso ad impedire la propagazione del suono e in condizioni di gravità è contemplata l'asportazione dell'osso in eccesso, in altri casi è consigliata l'applicazione dell'apparecchio acustico con una scelta molto attenta dell'adattamento audioprotesico. Risolvere in tempi adeguati la sintomatologia della perdita d'udito, spesso è rilevante poichè potrebbe essere sentore di questa patologia e quindi sottoporsi ad esami più approfonditi è basilare per capire le tarapie più efficaci che in questo caso clinico sono molteplici. Il lasciar defluire del tempo è deleterio in questo caso la formazione delle placche sclerotiche interessa la finestra ovale ostacolando la trasmissione fino all'atrofizzazione dell'orecchio interno. 

(Pietro Nocosia - Rcs Salute)                    

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