20 aprile 2021

Vaccini, le grandi aziende si “staccano” dal piano Nazionale e puntano a una campagna vaccinale in autonomia

Nell’era della pandemia ognuno cerca di cavarsela come meglio può, con ogni mezzo a sua disposizione. E questo lo hanno capito da tempo anche i manager delle grandi aziende italiane, da diverse settimane impegnati nell'organizzazione di una sorta di campagna vaccinale parallela a quella del governo. Si tratta di un "escamotage" per sopperire ai ritardi a livello nazionale, perché come è noto, tralasciando i fragili, gli anziani, le forze dell'ordine, il personale sanitario e quello scolastico, per arrivare al turno dei trentenni, quarantenni, cinquantenni, potrebbero volerci mesi. Così, per consentire il lavoro in presenza e in sicurezza, sono centinaia le aziende – le grandi compagnie – che nel frattempo hanno già progettato la propria campagna vaccinale parallela. Tuttavia, resta comunque un nodo da sciglioere: la possibilità concreta di vaccinare i dipendenti in azienda dipende sempre dalla disponibilità dei vaccini che arrivano in Italia, perché distribuzione continua a essere prioritaria per immunizzare tutte le fasce “deboli”.

Ma le aziende comunque spingono e in sostanza, compagnie della portata di Fiat (Napoli), Coca-Cola (Marcianise), Luxottica (Belluno), Leonardo (Genova), Ansaldo (Genova), hanno organizzato degli appositi Hub vaccinali dove i dipendenti nelle prossime settimane, dopo il via libera del governo, si sottoporranno al siero anti Covid, ovviamente in maniera libera. Secondo l’accordo trovato con le autorità competenti, infatti, a spese dell'azienda saranno acquistati vaccini e reclutati medici e infermieri per la vaccinazione e, a quel punto, i dipendenti potranno liberamente scegliere se vaccinarsi o meno, senza alcun tipo di rischio. Se la procedura dovesse andare in porto, ai 2.269 Hub in Italia registrati la scorsa settimana, si aggiungeranno proprio i 680 hub aziendali, ovvero le compagne che hanno organizzato la propria campagna. Per ora le aziende vaccineranno le categorie prioritarie: over 70 e 80, dirottati dalle aziende sanitarie locali. Poi dal 15 maggio, esauriti i “fragili”, procederanno con i dipendenti e i loro familiari conviventi.

Un caso preciso è anche quello che riguarda la Liguria dove la possibilità di vaccinare in azienda ha già attirato attirato l'attenzione di quasi 200 imprese. Pronte a partire il prima possibile con le somministrazioni ai propri dipendenti, per poi mettere a disposizione gli hub più grandi e organizzati a tutti cittadini. Tuttavia, come ribadito dal governo e dal commissario Figliuolo – il delegato dell’esecutivo ai vaccini – la decisione di avviare anche questa campagna, arriverà tra qualche settimana e solo dopo un'attenta valutazione sulle disponibilità dei vaccini.  

(Daniele Gentile - Rcs Salute)

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