19 aprile 2021

Al Meyer arriva il super ecografo: immagini in 3D e 4D nitidissime per la prevenzione

Un nuovo passo avanti nella prevenzione all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Infatti, la Diagnosi Prenatale del Meyer, da oggi, grazie al supporto della Fondazione Meyer, può contare su un super ecografo di ultimissima generazione. Un macchinario moderno e sofisticato che in sostanza è in grado di fornire immagini nitidissime del feto. Si tratta appunto, di uno strumento che dispone delle tecnologie più avanzate per le applicazioni in ostetricia e ginecologia, in grado di fornire nitidissime immagini in 3D e 4D. In questo modo il Meyer si prende cura della salute della donna e dei piccolissimi, fin da quando sono ancora nella pancia della mamma.

Esami di diagnosi prenatale non invasivi: il test del DNA fetale materno

Questo esame genetico ricerca nel sangue materno il DNA fetale, che è il costituente dei cromosomi. Richiede un semplice prelievo ematico (10 ml) effettuabile a partire dalla decima settimana compiuta di gravidanza. In laboratorio si procede all’estrazione del DNA fetale libero (non cellulare) e al suo “sequenziamento selettivo”.

Oggi l’esame può essere processato in Italia. Solitamente non vengono studiate tutte le 23 coppie dei cromosomi, ma le 4 più importanti: la 21, la 18, la 13 e quella del sesso. In una settimana il test indica se il feto è affetto dalla trisomia 21 (sindrome di Down) o 18 (sindrome di Edwards) o 13 (sindrome di Patau), o dalla monosomia X (sindrome di Turner). Questi difetti complessivamente coprono la quasi totalità delle patologie cromosomiche clinicamente rilevanti che superano il primo trimestre di gravidanza. Chi lo desidera può comunque effettuare l’esame di tutte le 23 coppie di cromosomi. Assai meno richieste la ricerca delle microdelezioni e delle mutazioni di singoli geni, situazioni decisamente più rare. L’attendibilità non risulta influenzata dall’età materna, e per la sindrome di Down è del 99,9%.

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