08 aprile 2021

Pordenone. Mangia un piatto di pasta e muore avvelenato in poche ore, la tragedia in cucina

Ci sono fiori e pianti che è meglio lasciare nei prati e nei boschi, perché alcune possono uccidere. Purtroppo è questo il destino che è toccato a Valerio Pinzana, 62enne di Travesio, in provincia di Pordenone. L'uomo, ex collaboratore scolastico in pensione, nonostante fosse un esperto di natura, purtroppo non si è reso conto di aver colto il fiore sbagliato. Che come da consuetudine utilizzava in cucina, tuttavia, qualche giorno fa – come racconta il Giornale – il signor Pinzana si è trovato di fronte a una distesa di fiori viola dal pistillo arancio. Credendo si trattasse di zafferano, si è portato a casa una buona scorta di petali con l'intento di cucinare la pasta allo zafferano, una ricetta molto conosciuta e apprezzata. 

Purtroppo, l'uomo non si è dunque accorto dell'inganno: l'incredibile somiglianza di quei fiori viola con lo zafferano non ha permesso a Pinzana di capire che in realtà si trattava del pericolosissimo colchico d'autunno, un fiore nocivo per l'essere umano. Così l’ha mangiato ma immediatamente ha cominciato a stare male, fin 24 ore è deceduto, lunedì 5 aprile. La pianta in questione “contiene la colchicina, una sostanza tossica che può uccidere un essere umano in poche ore. Non bisogna toccare né il fiore né la pianta, perché il solo contatto può causare danni alla pelle. Se viene ingerita provoca bruciore alle mucose, nausea, vomito, coliche, diarrea sanguinolenta fino al delirio e alla morte”. Avvelenamento assicurato, insomma. Dopo l'intossicazione acuta, la morte avviene tra le 7 e le 48 ore.

Fonte: il Giornale

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