18 marzo 2021

Chiuso il primo trimestre del 2021, ecco a che punto siamo con la campagna vaccinale in Italia

Stiamo per lasciarci alle spalle il primo trimestre del 2021 ed è ora di trarre le prime conclusioni sull’andamento della campagna vaccinale. Dopo un inizio a rilento dovuto ad adeguamenti dei reparti produttivi delle case farmaceutiche ad oggi abbiamo raggiunto una quantità settimanale in linea con i piani europei, inoculando mediamente 170mila dosi giornaliere. Ora l’attenzione si sposta sulla capacità di gestire la quantità di dosi che arriveranno con il secondo trimestre 2021, che si traduce in 500mila unità somministrate al giorno. Su questa linea qualche settimana fa è stato presentato il nuovo piano nazionale dal commissario straordinario gen. Figliuolo che prevede appunto strategie atte a sfruttare pienamente le scorte in arrivo.

Guardando i dati storici presenti sul sito del governo si evince che attualmente la macchina vaccinale non è in grado di gestire i volumi previsti per il secondo trimestre. Analizzando infatti le dosi consegnate e quelle inoculate si nota come la forbice tra l’una e l’altra cresca di settimana in settimana: oggi a fronte di 8,9 milioni di dosi consegnate 1,7 milioni sono ancora nei frigoriferi, si tratta del 18% della fornitura totale. I problemi da risolvere per ridurre questo gap non riguardano la quantità dei vaccini disponibili bensì la ricerca di medici inoculatori, la gestione burocratica di questi ultimi e la razionalizzazione delle agende e delle telefonate attraverso un software gestionale efficiente.

Inoltre, tutto ciò che non è misurabile non può essere migliorato, risulta dunque fondamentale tracciare la velocità di inoculazione delle linee vaccinali presenti in Italia, così da capire cosa funziona e cosa no, copiando dai migliori. L’obiettivo è l’ottimizzazione delle risorse scarse, ovvero le ore-personale. Trovare la chiave per migliorare il numero di inoculazioni per ora-personale significa infatti aumentare le somministrazioni giornaliere a parità di risorse impiegate. I presupposti per fare bene ci sono: il 10 marzo è stato siglato un accordo tra la Fnomceo - Federazione Nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri - ed il Ministero della Salute per permettere agli odontoiatri italiani di somministrare il vaccino. Diventano così oltre 150mila i medici che daranno il loro contributo alla campagna vaccinale: i 63.600 odontoiatri si aggiungono ai 40mila specializzandi e ai 60mila medici del territorio (medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali).

Nel nuovo piano sono state inoltre previste misure precauzionali per evitare che le dosi in eccesso a fine giornata vengano sprecate. I medici avranno infatti la possibilità di scorrere nella lista dei vaccinandi verificando la disponibilità di questi ultimi ad anticipare l’operazione, evitando così sprechi inutili di siero. L’eliminazione di tutti i colli di bottiglia e gli sprechi inutili, attraverso l’adozione di un approccio Lean – preso in prestito dal mondo dell’industria-, ci permetterà di raggiungere gli sfidanti obiettivi del secondo trimestre ed arrivare all’estate in una situazione ottimale dal punto di vista della copertura.

 

(Pietro Castellani - Rcs Salute)

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