19 dicembre 2018

Alzheimer: nuova possibile terapia con ultrasuoni per rallentare la malattia

Una nuova tecnica sviluppata da ricercatori australiani potrebbe permettere la restituzione della memoria ai pazienti affetti da morbo di Alzheimer. Le sperimentazioni hanno avuto luogo presso il Brain Institute dell'University of Queensland. Lo studio condotto dai ricercatori, con a capo lo specialista di demenza senile Jurgen Gotz, evidenzia che con l’uso di ultrasuoni si possono attivare le cellule microgliali descritte come “una sorta di netturbini”, che eliminerebbero gli elementi tossici presenti nel cervello del paziente affetto dal morbo.

Gli ultrasuoni innescano le cellule microgliali che a loro volta riuscirebbero a rimuovere gli amiloidi, elementi tossici, ripristinando così la memoria. Jurgen Gotz non promette una vera e propria cura, ma è certo che, con ulteriori sviluppi, si potrà “ritardare l’età in cui si svilupperebbe l’Alzheimer”.

Presso il Brain Institute, nel 2019, è prevista una sperimentazione di questa tecnica su un piccolo numero di pazienti affetti dal morbo. Si tratta certamente un passo importante per la scienza e per tanti pazienti che avrebbero la possibilità di riappropriarsi della propria vita.

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