17 febbraio 2021

Malato di Sla, stanco di vivere chiede l’eutanasia. Anelli: “Assicurare servizi alle persone fragili”

È una richiesta che spezza il cuore quella di Pasquale Tuccino Centrone, malato di Sla, stanco di vivere e pronto a chiedere l’eutanasia, la morte indotta volontariamente da un farmaco. Tra le motivazioni di un gesto tanto estremo, si evince, c’è che Pasquale Tuccino Centrone, è stanco di chiedere invano un’assistenza mirata per sé e per gli altri malati di Sla. Così,  il ristoratore di Polignano a Mare malato da tredici anni, e da nove in ventilazione assistita, ha chiesto l’eutanasia, nominando esecutori delle sue volontà il governatore pugliese Michele Emiliano e l’assessore regionale alla Sanità, Pier Luigi Lopalco.

Lo rende noto Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici di Bari e della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo): “Ci associamo ai reiterati appelli sui social di Pasquale Tuccino Centrone, che chiede un’assistenza domiciliare stabile e continuativa, al posto di prestazioni occasionali con professionisti sempre diversi. Chiediamo all’assessore alla sanità, Pierluigi Lopalco, e al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, di intervenire per  fornire a lui e agli altri pazienti cronici un supporto professionale adeguato. Un Paese civile si misura anche e soprattutto sui servizi che riesce ad assicurare alle persone più fragili”.

Prosegue Anelli: “Non possiamo rimanere sordi di fronte al grido di dolore lanciato da questo nostro cittadino. È nostro dovere etico di medici, di ordinisti, di persone umane dargli voce e farlo risuonare nelle sedi competenti. Lo dice il nostro Codice: il medico tutela la persona in condizioni di vulnerabilità o fragilità psico-fisica, sociale o civile in particolare quando ritiene che l’ambiente in cui vive non sia idoneo a proteggere la sua salute, la dignità e la qualità di vita”.

E ancora: “Lo dice anche la nostra Costituzione: ‘Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’. E lo dice la Dichiarazione dei diritti fondamentali dell’uomo, stabilendo che tutti gli esseri umani nascono liberi e uguali in dignità e diritti”.

Conclude Anelli: “Tutti noi, in quanto esseri umani, nasciamo con questo patrimonio di diritti inalienabili, che non possono esserci strappati o negati. Ed è dovere della politica e dello Stato garantirceli, qualsiasi siano le nostre condizioni, e tanto più se tali condizioni sono di fragilità. Invitiamo quindi la Regione Puglia, le altre Regioni e il Governo ad attivarsi per fornire la migliore assistenza ai cittadini, nella maniera più prossima e aderente alle loro domande di salute. La fragilità, la malattia sono specchi della nostra condizione umana: non dobbiamo aver paura di guardare quel riflesso, non dobbiamo girare altrove lo sguardo; dobbiamo prendercene cura nel migliore dei modi”.

Condividi su:



SEGUICI SU:



ADS:




Articoli Correlati