17 dicembre 2018

Infarto: il freddo può aumentare il rischio? Risponde il Dott. Antonio Cerciello

Dal Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia arriva l'allarme: il freddo può aumentare del 34% il pericolo di un infarto. Il rischio, secondo gli esperti, è da ricondurre all'effetto di vasocostrizione indotto dalle basse temperature. Sull'argomento abbiamo chiesto il parere del Dott. Antonio Cerciello, responsabile di Cardiologia presso la Clinica Trusso di Ottaviano (Napoli).

È dimostrato che con il freddo aumentano i valori della pressione arteriosa per la vaso-costrizione, per cui è utile un controllo più frequente dei valori pressori.
Nei pazienti con coronaropatia aumentano, proprio per la vaso costrizione, gli episodi di angina pectoris. Anche i pazienti con valvulopatie possono presentare un peggioramento delle loro condizioni cliniche.

Di certo, visti i benefici dell'esercizio fisico, anche in inverno bisogna praticare attività fisica di tipo aerobica e a intensità moderata (camminata a passo regolare per 30-40 minuti al giorno). L'orario migliore è il pomeriggio. Ma non subito dopo i pasti. Sono in molti a ritenere che passeggiare dopo pranzo faccia bene e aiuti anche la digestione. Non è così, ancor di più per i pazienti cardiopatici e sopratutto con il freddo intenso. Di per se la fase digestiva richiede un grande lavoro da parte del nostro corpo. Aggiungere attività fisica a un processo digestivo già impegnativo richiede uno sforzo maggiore al nostro cuore che è sempre meglio evitare, soprattutto in soggetti in età avanzata e con patologie cardiache pregresse.

Inoltre bisogna prestare una particolare attenzione all'alimentazione per evitare un ulteriore affaticamento del cuore. Infatti in genere col freddo si tende a fare una alimentazione più ricca in grassi per introdurre più calorie. La dieta migliore è quella mediterranea che predilige carboidrati e verdure che sono di notevole aiuto per la nostra salute.

Dott. Antonio Cerciello

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