17 dicembre 2018

Cardiologi: il freddo può far male al cuore. Pericolo infarto

Dal Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia (Sic), arriva la segnalazione di un rischio e un avvertimento per i cardiopatici: attenzione al freddo. Meglio evitare, soprattutto per persone anziane e a rischio, quelle attività pesanti all'aperto quando la colonnina di mercurio segnala molto freddo. Associare fatica fisica e temperature sotto zero può diventare altamente pericoloso.

Secondo i cardiologi, infatti, può aumentare fino al 34% il pericolo di un infarto. Il principio alla base dell'aumento del rischio di attacco cardiaco dopo un'esposizione al freddo intenso è legato soprattutto all'effetto di vasocostrizione indotto dalle basse temperature, un pericoloso restringimento dei vasi sanguigni.

La fatica fisica, invece, potrebbe causare un aumento rischioso della pressione arteriosa e portare il battito cardiaco oltre misura. Tutto questo e' vero soprattutto in pazienti che non sono in perfette condizioni di salute o hanno numerosi fattori di rischio cardiovascolare, per esempio colesterolo alto, ipertensione, pregressi infarti.

Con il freddo, poi, aumentano i rischi di contrarre malanni invernali e infezioni respiratorie. Queste sono responsabili di aumentare fino a 6 volte il pericolo di andare incontro a un attacco cardiaco Meglio proteggersi dal freddo, dunque. L'aumento di 8 gradi di temperatura riduce il rischio d'infarto del 3%, come ha dimostrato lo studio Swedeheart.

Gli studi che indicano il freddo intenso come un possibile pericolo per cuore e vasi sono numerosi: una recente indagine svedese condotta su oltre 274 mila pazienti con problemi cardiovascolari seguiti nell'arco di 16 anni, pubblicata su Jama, ha dimostrato che nelle giornate con una temperatura al di sotto di 0 gradi il numero di infarti cresce.

Dal congresso dei Cardiologi Sic, arriva anche un’altra considerazione: anche la velocità del vento, un minore numero di ore di luce e la bassa pressione atmosferica possono incidere sulla corretta funzionalità cardiaca, facendo innalzare il livello di pericolo. Meglio quindi, soprattutto per le persone avanti negli anni e/o con patologie cardiache conclamate, passare dal cardiologo che, a seconda dei casi, potrà prescrivere la terapia anticoagulante più idonea.

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