03 febbraio 2021

Finanza e Covid, l’Italia entra con denaro pubblico in ReiThera: l'azienda italiana che produce vaccino

L’Italia avrà il suo personale vaccino contro il Covid-19, lo aveva annunciato diverse volte il ministro alla Salute, Roberto Speranza. L'azienda che lo sta producendo è la ReiThera-Spallanzani. Ma il vero passo avanti per il vaccino italiano, non è stato solo il superamento della prima fase clinica di sperimentazione, bensì che lo Stato italiano adesso è entrato come “socio” investendo denaro pubblico nell'azienda produttrice del vaccino made in Italy. Ad annunciarlo è lo stesso ministro Speranza che dice: “Lo stato italiano entra con capitale pubblico in ReiThera, l’azienda di Castel Romano che sta sviluppando il vaccino AntiCovid. È una scelta giusta e importante. Da questa crisi dobbiamo uscire più forti per garantire la salute delle persone oggi e domani”.

Insomma, un risultato importante per l’Italia e i suoi ricercatori, ma secondo esperti di finanza e politici, questa non è la strada giusta: le prime somministrazioni del vaccino italiano potrebbero avvenire nel mese di settembre – la procedura per rendere il vaccino ufficiale è ancora lunga – e nel frattempo si potrebbe investire, come ad esempio ha fatto la Francia, nella realizzazioni di vaccini già approvati e in commercio, come Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Perché in effetti investire ora denaro pubblico nel siero italiano potrebbe, sempre secondo il parere di esperti, essere semplicemente una perdita di tempo.

Infatti, come riporta Wired, la criticità principale del vaccino Spallanzani-Reithera è che pure se filerà tutto liscio potrebbe essere troppo tardi. Anche nell’ipotesi più ottimista, a oggi si stima che la sperimentazione nelle fasi 2 e 3 non possa concludersi prima del mese di giugno. A cui poi si dovrebbero aggiungere i tempi per la validazione dei dati e poi l’ormai famoso iter delle approvazioni e delle autorizzazioni da parte delle autorità di farmacovigilanza. Anche ammesso che in piena estate tutto possa procedere a ritmo spedito sul fronte burocratico e amministrativo, si parla delle prime somministrazioni nel mese di settembre.

(Daniele Gentile – Rcs Salute)

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