26 gennaio 2021

Commissione Europea, stop a viaggi e tre regioni di Italia in “rosso scuro”

Viaggiare sembra ormai un ricordo lontano e in effetti lo è per davvero. Per molti un viaggio all’estero sembra davvero qualcosa che abbiamo fatto in un passato remoto e la situazione, stando alle ultime direttive della Commissione Europea non sembrerebbe essere pronta a migliorare. Infatti, stando alle linee guida La Commissione Ue propone ancora che tutti i viaggi non essenziali siano "fortemente scoraggiati finché la situazione epidemiologica non sia migliorata considerevolmente". Ciò riguarda specialmente le zone in 'rosso scuro'.

Per chi viene da quelle aree, gli stati devono prevedere un test prima della partenza e una quarantena all'arrivo. "Visto che la capacità di test è aumentata, gli Stati dovrebbero usare di più i test pre-partenza anche nelle aree arancioni, rosse o grigie", scrive la Commissione nella sua proposta che aggiorna le regole sui viaggi. Chi rientra nel proprio Stato di residenza "dovrebbe invece poter fare il test appena arrivato". Le indicazioni non si applicano ai transfrontalieri, che per lavoro o motivi di famiglia passano i confini molto spesso, e ai lavoratori del settore dei trasporti. La Commissione ha deciso di presentare le nuove proposte "alla luce delle nuove varianti del virus e gli elevati numeri di contagi", e della necessità di evitare chiusure delle frontiere e divieti di viaggi diffusi.

In Italia sono dunque tre le regioni pronte a finire – secondo le statistiche dell’Europa – in zona rosso scura: Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Veneto, insieme alla Provincia autonoma di Bolzano, sarebbero le tre regioni italiane a colorarsi di 'rosso scuro' e ad essere sottoposte all'obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell'Ue. Queste Regioni finirebbero in 'rosso scuro' perché a gennaio presentavano un numero cumulativo di casi superiore a 500 ogni 100 mila abitanti negli ultimi 14 giorni, limite oltre il quale l'Ue ha deciso di inserire la nuova colorazione per segnalare l'elevato livello di rischio contagio.

Fonte: Commissione Europea

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