14 dicembre 2018

40 anni di sanità pubblica. Medici (Cisl): In Campania indietro di 30 anni

"In Campania si dovrebbero festeggiare i 10 anni del servizio sanitario nazionale e non i 40 come ha fatto la ministra Grillo a Roma. Qui sembra di stare ancora negli anni '80, con macchinari obsoleti e poco personale". Lorenzo Medici, segretario della Cisl Fp denuncia "lo stato di abbandono del sistema campano" e attacca: "Tutti si indignano ma poi nella legge di bilancio si profila un tetto di spesa differenziato per regione togliendo risorse al Sud e alle regioni in piano di rientro che hanno già pagato un prezzo altissimo in termini di qualità di assistenza e mancato reclutamento di figure professionali indispensabili".

Medici si riferisce al Referendum che sta rendendo alcune regioni autonome sulla sanità che causerebbero un distacco importante in materia di costi tra le Regioni. "La spinta leghista sta allargando le diseguaglianze tra le regioni del Nord e quelle del Sud smantellando la sanità pubblica - spiega Medici - E intanto nel panorama locale nella diatriba su chi deve gestire la sanità campana, i direttori generali stanno diventando ostaggio politico a fini elettorali tra chi invoca il commissariamento e chi invece il rientro in regime ordinario".

"Mentre a Roma si invocano i festeggiamenti", la Cisl Fp Campania assumerà tutte le iniziative necessarie per superare i vincoli finanziari che impediscono il rilancio della sanità in Campania per ottenere un doveroso adeguamento degli organici. "Il ministro sappia che ci rivolgeremo a Lei sempre con più insistenza per scongiurare l'ennesima beffa a cittadini e operatori della Campania" conclude Medici.

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