19 gennaio 2021

Covid in Cina, brutte notizie: 28 milioni di persone in quarantena e il vaccino Sinovac funziona al 50%

I 115 casi di coronavirus individuati ieri in Cina sembrano quasi niente per il resto del mondo alle prese con la pandemia. Ma se si tratta dalla Cina, la prima Nazione ad aver diffuso il virus e anche la prima ad averlo dichiarato “morto”, il numero di contagi (115) è comunque il più alto da cinque mesi. I nuovi casi di coronavirus individuati ieri in Cina si sono registrati nello Hebei, che circonda Pechino e invia nella capitale decine di migliaia di pendolari ogni giorno. Tre città dello Hebei sono state messe in lockdown: Shijiazhuang, Xingtai e Langfang.

Così, si trona in lockdown: gli abitanti non possono lasciare le loro città e in totale sono state confinate 28 milioni di persone, nel tentativo di circoscrivere il focolaio. Shijiazhuang ha deciso di sottoporre per la seconda volta in una settimana tutti i suoi 11 milioni di abitanti a tamponi. Allarme anche nella provincia settentrionale dello Heilongjiang, dove sono in lockdown i 5 milioni di residenti di Suihua. In Cina stanno per cominciare le grandi ferie del Capodanno lunare (12 febbraio, con dieci giorni di festa per tutti) un evento per il quale di solito si mettono in viaggio 600 milioni di persone.

Si tratta di lavoratori dei grandi centri industriali, che tornano a casa in provincia una volta all’anno: il governo non vorrebbe fermare la tradizione, ma teme di rimettere in circolazione il coronavirus. Pechino e Shanghai hanno giù invitato la gente a non muoversi se non per necessità urgenti. Inoltre, circola la voce che le aziende statali e gli uffici pubblici di Pechino abbiano minacciato i loro dipendenti che se non seguiranno «il consiglio» e viaggeranno non riceveranno lo stipendio e dovranno scrivere una dichiarazione di autocritica al rientro. Un’altra brutta notizia arriva dal Brasile: il vaccino sviluppato dalla cinese Sinovac sarebbe efficace solo al 50,4%.

Fonte: Corriere della Sera/esteri

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