12 gennaio 2021

Vaccino Covid, ancora divisioni: in Abbruzzo infermiera con sindrome Bell dopo siero, a Milano il 28% non aderisce

Fa ancora tanto rumore il vaccino contro il Covid-19 e non solo a causa dei negazionisti. Infatti, secondo i primi dati disponibili, che arrivano dai vari “Vaccine Centre”, sembra che in molti continuino a rifiutare la dose. Ad esempio, all’ospedale S. Paolo di Milano che ha iniziato la sua campagna vaccinale anti-Covid il 4 gennaio e sta andando avanti tutti i giorni, sabato e domenica compresi, dalle 9 alle 21, il 28% dei medici e pediatri di base non ha aderito.

L'obiettivo – spiegano - è arrivare a 5.000 vaccinazioni per il personale dei due ospedali e 11.000 per le Rsa, medici di famiglia e pediatri di libera scelta. Lo precisa in una nota Matteo Stocco, direttore generale dell'Asst. I medici e pediatri di base assegnati all'Asst Santi Paolo e Carlo sono 316 (più gli eventuali assistenti di studio) a cui è stata chiesta adesione alla campagna vaccinale. "Di questi il 28% ha dichiarato la non adesione - conclude Stocco - e dall'8 gennaio, giorno di avvio delle vaccinazioni per questa categoria, a seguito delle prenotazioni confermate, alla data del 12 gennaio avremo 139 medici e 37 assistenti di studio vaccinati".

In Abbruzzo infermiera con sindrome di Bell

La donna, dopo aver ricevuto l'antidoto contro il coronavirus, è stata ricoverata per aver sviluppato una lieve paresi facciale, conosciuta come sindrome di Bell. A spiegare nel detaglio quanto accaduto è stato Maurizio Brucchi. Il direttore sanitario della Asl di Teramo al Messaggero ha affermato che la donna è stata ricoverata nel reparto di neurologia per accertamenti. Il ricovero - ha premesso -, non era necessario, è stato fatto solo per capire se la sindrome si sia manifestata in relazione al vaccino o per altri motivi differenti.

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