27 dicembre 2020

270 i medici vittima del COVID, 91 nella seconda ondata   Anelli (FNOMCEO): “Siamo come pugili suonati”

Mario Avano, medico di medicina generale di Napoli; Filippo Fard, medico del 118 di Modena; Mario Della Calce, medico di medicina generale di Napoli; Enzo Santilli, pediatra ospedaliero da poco in pensione; Roberto Trezzi, medico di medicina generale di Sesto San Giovanni, Milano; Giuseppe Galvagno, medico di medicina generale di Catania. Sono i loro gli ultimi nomi sul memoriale che la FNOMCEO, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, pubblica sul suo sito in onore dei medici caduti per il Covid. Elenco che passa oggi la soglia delle 270 vittime. Di loro, 91 - per la maggior parte medici di medicina generale - sono stati portati via dalla seconda ondata.

È un periodo drammatico! Il dolore si intreccia con la rabbia! – commenta, amareggiato, il Presidente della FNOMCEO, Filippo Anelli -. Non abbiamo una spiegazione univoca di questa tragedia. Siamo come un pugile suonato da tanto dolore e da questo dramma. Vediamo nel vaccino forse una possibile soluzione. Oggi siamo tutti solidali con gli Ordini colpiti dai lutti e la solidarietà è un utile balsamo alla sofferenza. Un abbraccio a tutti con la speranza che questo momento finisca presto”.

La notizia delle morti viene comunicata, come uno stillicidio, nella chat dei 106 Presidenti degli Ordini territoriali. Così, l’altra sera, il presidente di Napoli Silvestro Scotti ricordava i due colleghi e amici: "Tra ieri e oggi morti altri due medici di famiglia a Napoli Città: il primo, Mario Avano, che in convalescenza dal Covid, prima di finire, ha scritto al Presidente della Repubblica, interessandosi ad altri oltre che a se stesso: "Al Presidente della Repubblica Italiana Dott Sergio Mattarella. Eccellenza, Le scrivo queste poche righe in quanto da cittadino italiano che ha svolto il suo lavoro sempre all'insegna della massima disponibilità per gli altri scevra da interessi personali. Sono un medico di medicina generale che dal 24/10/2020 si è ammalato di Covid 19, sono stato ricoverato in ospedale dal 01/11/2020 al 28/11/2020 per una polmonite interstiziale bilaterale, nella mia stanza c'erano altri tre sanitari affetti dallo stesso problema, ed ognuno ha spiegato le modalità del suo contagio. Le terapie effettuate presso l'ospedale Cardarelli di Napoli da personale molto qualificato e soprattutto di una umanità che era in sintonia con le terapie, ci ha permesso di ritornare agli affetti familiari, alle nostre case pur con gli esiti di questa malattia così grave. Ora Presidente, da lavoratore, da professionista, Le chiedo se è possibile che ad un operatore sanitario che si contagia di una malattia, perché opera contro tale malattia gli venga detto che il suo male non è da considerarsi infortunio sul lavoro, e, pertanto non ci sarà alcun risarcimento per i danni subiti. Non credo che questo sia giustizia per una categoria così esposta, e così poco tutelata da chi ne aveva il dovere. Sicuro di un suo interessamento per modificare questa ingiustizia contro una categoria esposta a così alto rischio La ringrazio da parte di tutti i cittadini che operano nel campo sanitario.”. Il secondo medico è Mario Della Calce, quest'ultimo mio amico d'infanzia e di giochi anche se poco più grande di me, da ragazzi e fino alla laurea abitavamo nello stesso palazzo e mi ha insegnato a giocare a scacchi, voglio pensare che questa tragedia finisca prima o poi. Quello che è certo che oltre a dei colleghi ho perso degli uomini d'onore e di dignità e, permettetemi, un poco della mia infanzia. Ciao Mario”.

A fargli eco, poco dopo, i presidenti di Modena, Mauro Zennaro, di Pescara, Maria Assunta Ceccagnoli, di Milano, Roberto Carlo Rossi. Oggi la notizia, annunciata sui social dal figlio, della morte del medico di Catania.

 

Ufficio Stampa Fnomceo

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