11 dicembre 2020

Michele, un ragazzo speciale: la passione per il trial batte l'autismo

Michele Oberburger è un ragazzo speciale in tutti i sensi, perché è affatto da autismo ma non ha mai permesso che la patologia lo limitasse nella vita di tutti i giorni. Vive con la sua famiglia in provincia di Trento, frequenta il quarto anno dell'Alberghiero, ha la passione per la cucina e soprattutto per il Trial. Sorride alla vita e agli impegni di tutti i giorni: gli studi, lo sport e anche la terapia a cui si sottopone sotto la guida di due professioniste.

A raccontarci la sua storia è papà Roberto. Al telefono la sua voce è quella di un genitore colmo di orgoglio perché il suo Roberto è un ragazzo forte e volenteroso, tanto da essere pronto a indossare il cappello da cuoco, il grembiule e mettersi al forno per preparare una pizza. Roberto infatti ha da poco aderito al progetto di PizzaAut, un laboratorio di inclusione sociale gestito da ragazzi con autismo e professionisti: un vero e proprio ristorante a Milano, dove le pizze sono preparate da questi giovani con la voglia di lavorare e mettersi in gioco.

Michele è un ragazzo davvero speciale – ci spiega Roberto – è sempre stato molto attivo, vivace e solare. Pratica trial a livello agonistico: è la sua grande passione. Frequenta l'alberghiero, svolge tirocini formativi e adesso ha aderito al progetto di PizzaAut ed è pronto a mettersi ancora una volta in gioco. Michele è autosufficiente e vorrebbe introdursi nel mondo del lavoro ma ovviamente non è facile. Non è facile perché quando ti riconoscono il 100% della disabilità non si è idonei al lavoro”. Da qui parte l’appello di papà Roberto per un'Italia davvero a prova di inclusione sociale: “Vorrei che mio figlio, come tanti altri ragazzi con la stessa patologia, potesse rendersi sufficiente anche economicamente, lavorando. Questi ragazzi possono e devono essere inclusi nel mondo del lavoro: siamo disposti a percepire la metà del sussidio qualora gli dovesse essere riconosciuta un’indennità lavorativa”.

Roberto spera che suo figlio riesca ad ottenere un riconoscimento per il lavoro che svolge. Perché Michele è un ragazzo che non ha mai rinunciato alle sue passioni e alla voglia di avere il suo posto nella società: quando sale sulla sua moto infatti, non ha nulla da invidiare ai suoi coetanei, tanto da gareggiare insieme a loro con risultati sorprendenti. La crescita sportiva e umana di Michele negli anni è diventata esponenziale, il giovane pilota è anche testimonial dei Vigili del Fuoco di Trento, del corpo che per definizione vive senza timore del rischio.

 

(Daniele Gentile – Rcs Salute) 

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