11 dicembre 2020

Trovata dalla vicina agonizzante sul letto: morta di Covid mentre aspettava un tampone

E' la storia della sig. Antonietta Caracoglia di Roma, la sua dottoressa aveva fatto richiesta di tampone urgente domiciliare per la paziente, ma nessuno si è mai presentato. Con i figli in isolamento affetti da coronavirus, è rimasta in casa da sola. Dopo dieci giorni una vicina l'ha ritrovata agonizzante sul letto. Immediatamente portata al San Camillo, dove dopo due ore le hanno confermato la positività al covid e una diagnosi di polmonite bilaterale. I medici hanno fatto il possibile per salvare la sig. Antonietta, ma si è spenta. I figli della signora, riscontrata la loro positività, si erano subito rivolti all'Asl come da protocollo, perchè avevano avuti contatti con la mamma. Dopo i contatti avuti con l'Asl per saper come gestire la situazione della madre, visto che loro erano tutti in isolamento domiciliare, la risposta è stata alquanto imbarazzante: "Monitorate le sue condizioni telefonicamente e chiamate il 118 nel caso di entrata in crisi respiratoria".

Nella regione Lazio c'è una situazione anomala, per quanto riguarda l'azione di monitoraggio per le persone domiciliate a casa. Solo nella regione Lazio infatti invece delle USCA istituite dal ministero della salute, sono state create le USCAR, ovvero unità speciali di continuità assistenziali regionali, ed il compito dell'assistenza domiciliare dei pazienti Covid era stato demandato ai medici di base, che però non hanno mezzi e competenze per svolgere tutto questo ed infatti anche il tar con una sentenza aveva dato ragione ai medici di base. Resta il fatto che in tutta questa situazione di incertezza, su chi debba realmente assistere i pazienti a casa, c'è gente che aspetta invano di essere visitata come la sig. Antonietta e che si lascia morire senza assistenza, quell'assistenza sanitaria che a nessuno dovrebbe essere negata come riportato nella nostra costituzione.

(Antonio Pezzella – Rcs Salute)

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